Psicoterapeuta per disturbi alimentari a Padova e online

Il cibo può diventare molto più di nutrimento. Può trasformarsi in un pensiero costante, in una regola da rispettare, in una battaglia quotidiana, in un rifugio, in una colpa o in un modo per cercare controllo quando tutto il resto sembra sfuggire.

Quando il rapporto con il cibo e con il corpo inizia a occupare troppo spazio, la vita si restringe. Si evitano cene, inviti, specchi, bilance, vestiti, commenti, fotografie, momenti sociali. Oppure si vive ogni pasto come una prova, ogni fame come un pericolo, ogni abbuffata come una sconfitta.

Sono Alessandro Conforti Di Lorenzo, psicoterapeuta a Padova e online con approccio breve-strategico. Accompagno persone che vivono un rapporto difficile con il cibo, il corpo e l’immagine di sé, soprattutto quando controllo, vergogna o senso di colpa iniziano a occupare troppo spazio nella quotidianità.

Un percorso con uno psicologo per disturbi alimentari non serve a giudicare ciò che mangi o a dirti semplicemente cosa dovresti fare. Serve a comprendere quale funzione ha assunto il cibo nella tua vita, quali meccanismi mantengono il problema e quale strada può aiutarti a recuperare un rapporto più libero con te stesso.

psicoterapeuta per disturbi alimentari

Quando il rapporto con il cibo diventa sofferenza

Non sempre un disturbo alimentare è evidente dall’esterno. Una persona può continuare a lavorare, studiare, uscire e mostrarsi apparentemente serena, mentre dentro vive un controllo continuo su cibo, peso, corpo e giudizio degli altri.

A volte il problema prende la forma della restrizione: si riduce ciò che si mangia, si selezionano alimenti considerati sicuri, si evitano pasti condivisi, si vive con ansia ogni situazione in cui non si può controllare tutto.

Altre volte si manifesta attraverso abbuffate, perdita di controllo, fame emotiva o momenti in cui il cibo sembra diventare l’unico modo per spegnere una tensione interna. Dopo possono arrivare colpa, vergogna, promesse rigide, nuove restrizioni e il timore che accada di nuovo.

In altri casi il problema ruota intorno al corpo. La bilancia, lo specchio, i vestiti o il confronto con gli altri diventano strumenti di valutazione continua. 

Il valore personale sembra dipendere da un numero, da una forma o dalla capacità di rispettare regole sempre più severe.

Disturbi alimentari: non è questione di forza di volontà

Una delle idee più dannose sui disturbi alimentari è pensare che basti la forza di volontà. Non è così. I DCA, o disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, non sono capricci, mancanza di disciplina o semplice desiderio di apparire in un certo modo.

Spesso il comportamento alimentare diventa una risposta a qualcosa di più profondo: ansia, paura del giudizio, senso di vuoto, bisogno di controllo, difficoltà a gestire emozioni intense, perfezionismo, insicurezza o fatica nel sentire il proprio valore.

Il punto non è solo cosa mangi, quanto mangi o cosa eviti. Il punto è cosa succede prima e dopo quel comportamento. Cosa lo attiva? Che cosa ti permette di controllare, calmare o non sentire? Quale sollievo offre nell’immediato e quale costo produce nel tempo?

Anoressia, bulimia, binge eating e forme meno visibili

Quando si parla di disturbi alimentari, si pensa spesso ad anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder. Sono forme diverse, con manifestazioni specifiche, ma possono condividere alcuni elementi: rapporto difficile con il corpo, pensieri ricorrenti sul cibo, senso di perdita di controllo, vergogna, paura del giudizio e forte autocritica.

Nell’anoressia può prevalere il controllo rigido, con restrizione alimentare, paura di aumentare di peso e difficoltà a percepire il corpo in modo sereno. Nella bulimia possono alternarsi abbuffate, restrizioni e comportamenti compensatori. Nel binge eating le abbuffate ricorrenti possono essere vissute con forte disagio e senso di impotenza.

Esistono anche forme meno riconoscibili, ma comunque dolorose: fame nervosa, controllo ossessivo delle calorie, alimentazione estremamente rigida, evitamento dei pasti sociali, paura costante di ingrassare o pensieri continui su cosa si è mangiato e cosa si dovrà fare dopo.

Il mio metodo nei disturbi del comportamento alimentare

Il mio lavoro integra Problem Solving Strategico e Terapia Breve Strategica. Questo significa partire dal modo in cui il problema funziona nel presente, senza ridurre la persona a un’etichetta o a un sintomo.

Nel percorso osserviamo le situazioni in cui il comportamento alimentare si attiva, le emozioni che lo precedono, i pensieri che lo accompagnano e le conseguenze che produce. L’obiettivo è capire come il problema si mantiene e quali tentativi di soluzione finiscono, senza volerlo, per renderlo più rigido.

Nella Terapia Breve Strategica si parla di tentate soluzioni. Nei disturbi alimentari possono essere il controllo rigido del cibo, la restrizione dopo un’abbuffata, l’evitamento dei pasti con gli altri, il confronto continuo con il corpo altrui, la ricerca di rassicurazioni, l’uso della bilancia come giudice quotidiano o il tentativo di compensare ogni sensazione di colpa.

Sono strategie che spesso danno un sollievo immediato. Il controllo può far sentire più sicuri. L’abbuffata può anestetizzare per un momento una tensione. L’evitamento può proteggere dalla vergogna. Ma nel tempo questi comportamenti possono diventare parte del problema.

Il percorso serve a riconoscere questi circuiti e a costruire risposte diverse, più funzionali e sostenibili.

psicoterapeuta per disturbi del comportamento alimentare
psicoterapeuta per disturbi alimentari

Corpo, autostima e paura del giudizio

Nei disturbi alimentari il corpo può diventare il luogo in cui si concentra tutto: valore personale, controllo, desiderio di approvazione, paura del rifiuto, bisogno di sentirsi abbastanza.

Il problema non è semplicemente non piacersi. È vivere il corpo come una prova continua. Ogni cambiamento viene interpretato, ogni commento pesa, ogni confronto lascia un segno. La persona può sentirsi accettabile solo se rispetta certe regole, certi numeri o certe immagini mentali.

Un percorso psicologico aiuta a lavorare anche su questa relazione. Non con frasi facili sull’accettazione, ma comprendendo come corpo, autostima, emozioni e relazioni si sono intrecciati nel tempo.

L’obiettivo è ridurre il potere che cibo e corpo hanno assunto sulla vita quotidiana, per recuperare spazio mentale, libertà di scelta e una maggiore continuità con ciò che si è oltre il sintomo.

Psicologo per DCA a Padova e online

Ricevo come psicologo per DCA a Padova e offro anche percorsi online, quando la situazione lo consente. Nel caso dei disturbi alimentari, la modalità viene valutata con particolare attenzione, perché può essere necessario considerare anche la salute fisica, la presenza di condotte compensatorie, il livello di rischio e l’eventuale bisogno di una rete di supporto.

In molti casi può essere utile una presa in carico integrata con medico, nutrizionista, dietista, psichiatra o centri specializzati. Questa collaborazione non è un limite del percorso, ma una forma di cura più completa quando il problema coinvolge corpo, mente e comportamenti.

Può essere utile iniziare una terapia per disturbi alimentari a Padova quando il cibo è diventato un pensiero costante, quando il corpo è fonte continua di controllo o vergogna, quando si alternano restrizione e perdita di controllo, oppure quando mangiare genera ansia, colpa o isolamento.

Domande frequenti sui disturbi alimentari

Quando il rapporto con cibo, peso o corpo genera ansia, controllo, colpa, restrizione, abbuffate o isolamento, può essere utile chiedere aiuto. Intervenire presto aiuta a evitare che il problema diventi più rigido.

I DCA sono disturbi che coinvolgono alimentazione, corpo, emozioni e controllo. Possono includere anoressia, bulimia, binge eating e altre forme di sofferenza legate al cibo, al peso e all’immagine corporea.

La fame nervosa può indicare l’uso del cibo per gestire emozioni o tensioni. Il binge eating riguarda abbuffate ricorrenti vissute con perdita di controllo e forte disagio. La valutazione va fatta caso per caso.

Può essere utile per comprendere i meccanismi che mantengono il problema, come controllo, restrizione, abbuffate, evitamenti e compensazioni. Il percorso viene sempre adattato alla situazione specifica della persona.

In molti casi sì. I disturbi alimentari possono coinvolgere la salute fisica, quindi può essere importante collaborare con medico, nutrizionista, dietista, psichiatra o centri specializzati.

In alcuni casi sì, ma va valutato con attenzione. Il percorso online è possibile solo se ci sono condizioni adeguate, stabilità clinica, privacy e, quando necessario, una rete sanitaria di supporto.

Per sapere come funziona il primo incontro, quanto dura e quanto costa, leggi le FAQ complete.

Prenota un primo colloquio

Se il rapporto con cibo, corpo o controllo sta occupando troppo spazio nella tua vita, possiamo partire da un primo colloquio per capire cosa sta accadendo e quale percorso può essere più adatto.

L’obiettivo non è giudicare, ma comprendere. Da lì possiamo iniziare a costruire un primo cambiamento possibile, con attenzione alla tua sicurezza, alla tua storia e alla complessità del problema.

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