Ogni famiglia ha un proprio linguaggio. A volte è fatto di parole chiare, ascolto e collaborazione. Altre volte di silenzi, tensioni, frasi non dette, ruoli rigidi o discussioni che tornano sempre allo stesso punto.
Quando una famiglia attraversa una fase difficile, il problema raramente riguarda una sola persona. Anche quando il disagio sembra concentrarsi su un membro, spesso tutta la rete familiare ne viene coinvolta: cambiano gli equilibri, le reazioni, le aspettative, il modo di comunicare e di prendere decisioni.
Sono Alessandro Conforti Di Lorenzo, psicoterapeuta breve-strategico. Ricevo a Padova e online, accompagnando famiglie, genitori, figli e coppie genitoriali che desiderano affrontare conflitti, incomprensioni, momenti di crisi o cambiamenti che stanno rendendo più difficile vivere insieme.
Rivolgersi a uno psicoterapeuta per famiglia non significa cercare un colpevole. Significa creare uno spazio in cui osservare come funziona oggi la relazione familiare, quali dinamiche si ripetono e quali cambiamenti possono aiutare a ritrovare un equilibrio più utile.
La terapia familiare può essere utile quando in casa si ha la sensazione di parlare molto senza capirsi davvero. Le discussioni si ripetono, le posizioni si irrigidiscono, ognuno prova a difendersi e il dialogo diventa sempre più faticoso.
Può accadere tra genitori e figli, soprattutto in momenti delicati come adolescenza, cambiamenti scolastici, separazioni, lutti, nuove convivenze, difficoltà emotive o passaggi evolutivi importanti. Può accadere anche tra adulti della stessa famiglia, quando vecchi rancori, aspettative o responsabilità non distribuite in modo chiaro continuano a pesare sul presente.
A volte il problema prende la forma del conflitto aperto. Altre volte si manifesta con distanza, chiusura, isolamento o mancanza di comunicazione. In alcune famiglie si litiga molto, in altre non si litiga mai, ma nessuno riesce più a dire davvero ciò che sente.
In questi casi, un percorso con uno psicoterapeuta di famiglia può aiutare a rendere più visibili le dinamiche che si sono create e a costruire modalità diverse di confronto.
In una famiglia ognuno occupa un posto. Ci sono ruoli dichiarati e ruoli impliciti. C’è chi media sempre, chi esplode, chi tace, chi si fa carico di tutto, chi viene percepito come il problema, chi prova a tenere insieme il gruppo anche quando è stanco.
Quando questi ruoli diventano troppo rigidi, la famiglia può perdere flessibilità. Una persona viene vista sempre nello stesso modo. Una difficoltà viene interpretata sempre con la stessa spiegazione. Una conversazione prende sempre la stessa strada, anche quando tutti vorrebbero arrivare altrove.
Il lavoro terapeutico non serve a stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Serve a osservare cosa accade tra le persone. Come nasce il conflitto? Come viene evitato? Chi interviene? Chi si ritira? Quali messaggi passano senza essere detti apertamente?
Spesso piccoli cambiamenti nel modo di comunicare possono modificare l’intero clima familiare. Non perché basti una frase giusta per risolvere tutto, ma perché ogni sistema relazionale reagisce ai movimenti dei suoi membri. Se cambia una risposta, può cambiare anche il modo in cui l’altro reagisce.
Il metodo che utilizzo integra Problem Solving Strategico e Terapia Breve Strategica. Nel lavoro con le famiglie, questo significa partire da ciò che accade nel presente e dal modo in cui il problema si mantiene nelle interazioni quotidiane.
Non ci si limita a raccontare la storia familiare. Si osservano le sequenze che si ripetono: una richiesta che diventa accusa, un silenzio che aumenta la distanza, un tentativo di controllo che produce ribellione, una protezione eccessiva che riduce autonomia, piuttosto che una critica che genera chiusura.
Nella Terapia Breve Strategica si parla di tentate soluzioni: comportamenti messi in atto per risolvere una difficoltà, ma che nel tempo finiscono per mantenerla. In famiglia possono essere molto sottili. Un genitore insiste per aiutare e il figlio si chiude ancora di più. Una persona evita il conflitto per mantenere la pace e il rancore cresce. Un familiare cerca di controllare ogni scelta per proteggere gli altri e ottiene l’effetto opposto.
Questi tentativi non vanno giudicati. Spesso nascono da cura, paura, responsabilità o desiderio di far andare meglio le cose. Il punto è capire se stanno davvero funzionando o se stanno alimentando il problema.
Il percorso aiuta la famiglia a riconoscere questi meccanismi e a sperimentare risposte nuove, più efficaci e più sostenibili.
Una domanda frequente riguarda chi deve partecipare al percorso. In alcuni casi è utile coinvolgere più membri della famiglia. In altri, il lavoro può iniziare con una parte del sistema familiare: un genitore, la coppia genitoriale, un figlio adulto o chi sente più urgente il bisogno di cambiare qualcosa.
Non sempre è necessario che tutti siano presenti fin dal primo incontro. Ciò che conta è capire qual è la situazione, quali persone sono coinvolte e quale modalità può essere più utile per iniziare.
Anche il cambiamento di un solo membro può modificare gli equilibri della relazione. Se una persona smette di reagire sempre nello stesso modo, anche gli altri si trovano davanti a una risposta diversa. È spesso da qui che il sistema familiare inizia a muoversi.
Ricevo come psicoterapeuta per famiglia a Padova e offro anche percorsi online, quando la situazione lo consente e quando questa modalità può essere utile per garantire continuità, riservatezza e partecipazione.
Il percorso può essere indicato per famiglie che stanno affrontando conflitti ricorrenti, difficoltà tra genitori e figli, problemi di comunicazione, fasi di separazione, cambiamenti importanti, lutti, tensioni nella convivenza o situazioni in cui un disagio individuale sta coinvolgendo l’intero nucleo familiare.
L’obiettivo non è costruire una famiglia perfetta. Nessuna famiglia lo è. L’obiettivo è aiutare le persone a comunicare in modo più chiaro, ridurre i meccanismi che alimentano il conflitto e recuperare una maggiore capacità di collaborazione.
Quando conflitti, silenzi, tensioni o incomprensioni si ripetono e rendono difficile la vita familiare, può essere utile iniziare un percorso. La terapia familiare aiuta a comprendere le dinamiche e a costruire modalità diverse di relazione.
La terapia individuale lavora principalmente sul vissuto della singola persona. La terapia familiare osserva invece le relazioni, la comunicazione, i ruoli e le dinamiche che coinvolgono più membri della famiglia.
Non sempre. In alcuni casi è utile coinvolgere più persone, in altri si può iniziare con chi sente il bisogno di cambiare qualcosa. La modalità viene valutata in base alla situazione e agli obiettivi.
Sì. Può essere utile quando ci sono conflitti, chiusura, difficoltà comunicative, tensioni legate all’adolescenza, cambiamenti familiari o momenti in cui genitori e figli non riescono più a capirsi.
Non esiste una durata uguale per tutti. Dipende dalla situazione, dalle persone coinvolte e dagli obiettivi. L’approccio breve-strategico lavora con una direzione concreta e con cambiamenti osservabili.
Sì, in alcuni casi è possibile. La modalità online viene valutata insieme, considerando privacy, partecipazione dei membri coinvolti, continuità del percorso e tipo di difficoltà da affrontare.
Per sapere come funziona il primo incontro, leggi le FAQ complete.
Se nella tua famiglia si ripetono conflitti, distanze o incomprensioni che sembrano difficili da superare, possiamo iniziare da un primo colloquio per comprendere cosa sta accadendo e quale percorso può essere più adatto.
Oppure prenota una prima consulenza con me qui.
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