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Colloqui psicologici – Padova e Online
Utili a chi desidera prendere in mano la propria vita: star bene con se stesso e gli altri, a lavoro e nella vita.
Coaching Strategico per il lavoro
Coaching strategico per il lavoro a Padova e online
Un percorso concreto e mirato per migliorare performance, leadership, comunicazione e gestione degli obiettivi.
Il coaching strategico per il lavoro
A volte si arriva a un punto in cui si lavora molto, ma si produce meno di quanto si vorrebbe. Si hanno obiettivi chiari sulla carta, ma poca energia per portarli avanti. Si gestiscono persone, progetti o clienti, ma i risultati non corrispondono all’impegno. Altre volte il problema è più interno: paura di sbagliare, ansia da prestazione, perfezionismo, insicurezza, difficoltà a decidere o a esporsi.
Il coaching strategico per il lavoro è un percorso concreto e mirato, pensato per aiutarti a comprendere cosa ti sta bloccando e a costruire strategie più efficaci per migliorare performance, leadership, comunicazione, emotività e gestione degli obiettivi.
Sono Alessandro Conforti Di Lorenzo, psicoterapeuta breve-strategico e coach professionale. Ricevo a Padova, in provincia e online, accompagnando professionisti, manager, imprenditori, studenti e persone che desiderano affrontare con maggiore chiarezza il proprio percorso lavorativo.
Quando può essere utile un percorso di coaching per il lavoro
Un percorso di coaching può essere utile quando senti di avere potenzialità, competenze o ambizioni, ma qualcosa ti impedisce di esprimerle davvero.
Può accadere in una fase di crescita professionale, quando aumentano le responsabilità e diventa necessario prendere decisioni più complesse. Può succedere dopo un cambio di ruolo, quando ciò che prima funzionava non basta più. Oppure può emergere in un momento di stanchezza, calo di motivazione o perdita di direzione.
Il coaching per il lavoro è indicato anche quando ti accorgi di rimandare decisioni importanti, evitare conversazioni difficili, caricarti di troppe responsabilità o non riuscire a delegare. In altri casi, il blocco riguarda la comunicazione: fatichi a dire no, a dare feedback, a gestire conflitti o a farti ascoltare senza irrigidirti.
Non sempre il problema è mancanza di capacità. Spesso il punto è che le capacità ci sono, ma vengono frenate da strategie inefficaci, automatismi, paure o modalità di gestione che nel tempo hanno smesso di funzionare.
Crescita professionale — responsabilità e decisioni complesse
Cambio di ruolo — nuove competenze da sviluppare
Comunicazione — feedback, conflitti, ascolto
Blocchi ricorrenti — perfezionismo, controllo, rimando
Coaching per manager: decisioni, leadership e gestione del team
Il coaching per manager si rivolge a chi ha responsabilità di guida, coordinamento o sviluppo di persone e progetti. Essere manager non significa solo distribuire compiti. Significa prendere decisioni, sostenere pressioni, gestire priorità, comunicare con chiarezza e mantenere autorevolezza anche quando il contesto è incerto.
Molti manager si trovano stretti tra richieste dall’alto, bisogni del team, urgenze operative e aspettative personali. In questa posizione può diventare difficile restare lucidi. Si rischia di controllare troppo, delegare poco, evitare conflitti o intervenire solo quando i problemi sono già esplosi.
Il coaching strategico aiuta a leggere meglio il proprio ruolo e a trasformare le difficoltà in aree di lavoro concrete. Si può lavorare sulla gestione del team, sulla comunicazione, sulla delega, sulla leadership, sulla capacità decisionale e sulla gestione emotiva nei momenti di pressione.
L’obiettivo non è diventare un manager perfetto, ma più efficace. Una persona capace di riconoscere ciò che accade, scegliere con maggiore lucidità e intervenire in modo più funzionale.
Coaching aziendale e sviluppo professionale
Il coaching aziendale può essere utile anche per imprenditori, professionisti e persone che lavorano in contesti organizzativi complessi. Chi lavora in proprio, ad esempio, spesso deve gestire contemporaneamente clienti, collaboratori, decisioni economiche, comunicazione, sviluppo commerciale e organizzazione del tempo.
In questi casi il rischio è restare sempre dentro l’urgenza, senza riuscire a distinguere ciò che è davvero importante da ciò che richiede solo attenzione immediata. Si lavora tanto, ma non sempre nella direzione giusta.
Un percorso di coaching aiuta a fare ordine. Permette di chiarire obiettivi, priorità e ostacoli, ma soprattutto di individuare quali comportamenti stanno mantenendo il problema. A volte il nodo è il bisogno di controllare tutto. Altre volte è la difficoltà a valorizzarsi, a comunicare il proprio valore, a prendere decisioni o a uscire da un perfezionismo che rallenta ogni scelta.
Il lavoro non resta teorico. Ogni riflessione deve tradursi in azioni concrete, applicabili nella vita professionale reale.
Il metodo: Problem Solving Strategico e approccio breve-strategico
Il mio modo di lavorare integra Problem Solving Strategico e approccio breve-strategico. Questo significa partire dal problema concreto, non da formule generiche sulla motivazione o sulla crescita personale.
Prima di tutto osserviamo cosa sta accadendo oggi. Qual è l’obiettivo? Dove si crea il blocco? In quali situazioni si ripete? Che cosa hai già provato a fare? Quali tentativi sembrano funzionare per poco, ma poi riportano allo stesso punto?
Nel coaching strategico, un aspetto centrale è riconoscere le tentate soluzioni: strategie che nascono per risolvere un problema, ma che nel tempo possono mantenerlo. Nel lavoro possono essere il controllo eccessivo, il rimandare decisioni, il prepararsi all’infinito, l’evitare conversazioni difficili, il dire sempre sì, il voler fare tutto da soli o il cercare di eliminare ogni margine di errore.
Questi comportamenti non vengono giudicati. Spesso sono tentativi comprensibili di proteggersi, gestire la pressione o evitare conseguenze sgradite. Il punto è capire se stanno davvero aiutando o se stanno limitando performance, lucidità e crescita professionale.
Da questa analisi si costruiscono strategie pratiche, mirate e sostenibili. Il percorso può includere esercizi, compiti tra una sessione e l’altra, simulazioni comunicative, strumenti decisionali e piani d’azione da applicare direttamente nel contesto lavorativo.
Non è terapia, ma un accompagnamento pratico
Il coaching per il lavoro non è un percorso di psicoterapia. Non ha come obiettivo il trattamento di disturbi psicopatologici, ma lo sviluppo di risorse, competenze e strategie utili nella vita professionale.
È un accompagnamento pratico per chi vuole migliorare il proprio modo di lavorare, prendere decisioni più efficaci, comunicare meglio, gestire responsabilità, affrontare momenti di cambiamento o raggiungere obiettivi professionali con maggiore chiarezza.
L’approccio breve-strategico rende il percorso concreto e focalizzato. Non si lavora su tutto indistintamente, ma su ciò che oggi impedisce alla persona di avanzare. L’obiettivo è trasformare il blocco in una direzione di lavoro chiara, con passaggi verificabili e strumenti utilizzabili fin da subito.
Coaching a Padova, in provincia e online
Ricevo per percorsi di coaching per il lavoro a Padova, in provincia e online. La modalità viene valutata insieme, in base agli obiettivi, alla disponibilità e al tipo di percorso più adatto.
Il coaching online può essere particolarmente utile per manager, imprenditori e professionisti con agende complesse, perché permette di lavorare con continuità anche a distanza.
Il primo incontro serve a comprendere la situazione, definire l’obiettivo e valutare se il coaching strategico è il percorso più adatto. Da lì si costruisce un lavoro mirato, orientato non solo a capire il problema, ma a produrre cambiamenti concreti nel modo di affrontarlo.
Domande frequenti sul coaching per il lavoro
Il coaching lavora su obiettivi professionali, performance, decisioni, comunicazione e sviluppo del ruolo. La psicoterapia si occupa invece di difficoltà psicologiche e sofferenze cliniche. Sono percorsi diversi, con finalità diverse.
È utile quando un manager deve migliorare leadership, delega, comunicazione, gestione del team, capacità decisionale o gestione della pressione. Può aiutare anche nei passaggi di ruolo e nelle fasi di cambiamento aziendale.
Sì. Il coaching aziendale può aiutare imprenditori e professionisti a chiarire priorità, prendere decisioni, gestire collaboratori, comunicare meglio e uscire da blocchi legati a controllo, stress o perfezionismo.
La durata dipende dagli obiettivi e dalla situazione di partenza. Il coaching strategico è un percorso mirato, costruito su obiettivi concreti e verificabili, non un accompagnamento generico senza direzione. In media dai 7 ai 10 incontri.
Sì, quando questi aspetti interferiscono con il lavoro, le decisioni o la performance. Il percorso aiuta a riconoscere i meccanismi che alimentano il blocco e a costruire strategie più efficaci.
Sì. Il coaching online è possibile e spesso molto pratico per manager, professionisti e imprenditori. La modalità viene valutata insieme in base agli obiettivi, alla continuità e alle condizioni di lavoro che si definiranno durante il primo incontro.
Per sapere come funziona il mio approccio: il mio metodo.
Se hai obiettivi professionali da raggiungere, ma senti di essere bloccato, possiamo partire da una prima analisi della situazione. Lavoreremo per capire cosa ti impedisce di avanzare, quali strategie non stanno funzionando e quali azioni concrete possono aiutarti a migliorare performance, leadership e direzione professionale.
Oppure prenota un primo colloquio.
Formazione esperienziale
Formazione esperienziale
Un modo pratico, coinvolgente e concreto per sviluppare competenze utili nel lavoro e nelle relazioni professionali.
Imparare facendo, non solo ascoltando
La formazione esperienziale è un modo pratico, coinvolgente e concreto per sviluppare competenze utili nel lavoro e nelle relazioni professionali. Non si limita a trasmettere contenuti, ma mette le persone in situazione: le fa agire, osservare, confrontarsi, sbagliare, correggersi e trasformare ciò che accade in apprendimento reale.
Un conto è parlare di comunicazione efficace, leadership, problem solving o gestione delle emozioni. Un altro è sperimentare queste competenze mentre si lavora con un gruppo, si affronta una simulazione, si prende una decisione sotto pressione o si prova a raggiungere un obiettivo comune.
È proprio qui che la formazione esperienziale diventa utile: permette di vedere in azione comportamenti, automatismi, risorse e difficoltà che nella formazione tradizionale spesso restano nascosti.
Sono Alessandro Conforti Di Lorenzo, psicologo, psicoterapeuta breve-strategico, coach professionale e formatore. Progetto percorsi di formazione esperienziale a Padova, online, in azienda e anche all’aperto, rivolti a gruppi, professionisti, team leader, dipendenti, liberi professionisti e organizzazioni che vogliono migliorare il modo di comunicare, collaborare e raggiungere obiettivi.
A chi si rivolge la formazione esperienziale
I percorsi di formazione esperienziale si rivolgono a persone e gruppi che lavorano dentro contesti dinamici, dove non bastano competenze tecniche per ottenere buoni risultati.
Sono indicati per dipendenti d’azienda, liberi professionisti, team leader, gruppi di lavoro e organizzazioni che desiderano sviluppare competenze trasversali realmente applicabili nella quotidianità professionale.
La formazione può essere utile quando un gruppo sta affrontando cambiamenti lavorativi, nuove modalità di lavoro, passaggi organizzativi, difficoltà di comunicazione o momenti in cui serve maggiore collaborazione. Può essere utile anche per chi sta avviando o gestendo un’impresa, coordina persone, dialoga con clienti e fornitori, oppure deve migliorare la capacità di prendere decisioni, risolvere problemi e guidare il gruppo verso risultati concreti.
Ogni contesto ha le sue sfide. Per questo non propongo percorsi standard uguali per tutti, ma interventi costruiti sulle esigenze reali del gruppo e sugli obiettivi del cliente.
sviluppo competenze trasversali
guida del gruppo e comunicazione
gestione relazioni e obiettivi
cambiamento e collaborazione
Perché scegliere un'aula esperienziale
La formazione tradizionale spesso parte dalla teoria: sedie, lavagna, slide, concetti, spiegazioni. Tutto questo può essere utile, ma non sempre basta a modificare il comportamento delle persone nel lavoro quotidiano.
L’aula esperienziale funziona in modo diverso. Parte dall’azione.
Attraverso esercitazioni, attività coinvolgenti, simulazioni e casi reali costruiti ad hoc, le persone vengono messe nella condizione di osservare come comunicano, come collaborano, come prendono decisioni e come reagiscono davanti a difficoltà, pressioni o imprevisti.
Solo dopo l’esperienza arriva la rielaborazione. Si analizza ciò che è accaduto, si collegano le dinamiche emerse alla realtà lavorativa e si costruisce un piano d’azione concreto.
Questo passaggio è fondamentale. La formazione esperienziale non è un’attività ludica, ricreativa o motivazionale. Non serve semplicemente a passare una giornata diversa dal solito. Serve a produrre apprendimento, consapevolezza e cambiamenti osservabili nei comportamenti professionali.
Le competenze che si sviluppano
Un percorso di formazione esperienziale può lavorare su diverse competenze trasversali, in base agli obiettivi dell’azienda o del gruppo.
Tra le aree più frequenti ci sono la comunicazione efficace, la gestione delle relazioni, la leadership, il problem solving, la collaborazione, la gestione delle emozioni, la capacità di assumersi responsabilità e il raggiungimento di obiettivi comuni.
Nel concreto, il percorso può aiutare le persone a comunicare meglio con colleghi, clienti e fornitori, gestire conversazioni difficili, affrontare problemi senza evitarli, sviluppare un atteggiamento più propositivo e collaborare in modo più efficace.
Per i team leader e per chi coordina persone, la formazione può diventare uno spazio utile per migliorare la capacità di guidare il gruppo, dare indicazioni chiare, ascoltare, motivare, gestire conflitti e trasformare le difficoltà in occasioni di crescita.
Non si lavora solo sul sapere cosa fare, ma sul riuscire a farlo davvero quando il contesto diventa complesso.
colleghi, clienti, fornitori
guidare il gruppo con chiarezza
affrontare problemi senza evitarli
sotto pressione e nei conflitti
Il mio metodo: esperienza, osservazione e piano d'azione
Il mio approccio integra Problem Solving Strategico, coaching professionale e principi della Terapia Breve Strategica. Questo significa che ogni percorso parte da un problema concreto, da un obiettivo chiaro o da una competenza da sviluppare.
Prima di progettare un intervento, è necessario capire cosa sta accadendo nel gruppo. Quali difficoltà si ripetono? Dove si blocca la comunicazione? Quali comportamenti limitano collaborazione e produttività? Quali tentativi sono già stati fatti senza ottenere il risultato desiderato?
Nel lavoro con i gruppi emergono spesso vere e proprie tentate soluzioni: modalità usate per risolvere un problema, ma che nel tempo finiscono per mantenerlo. Per esempio evitare il conflitto per preservare il clima, accentrare decisioni per fare prima, comunicare in modo implicito per non appesantire, rimandare feedback scomodi o cercare di controllare ogni passaggio del lavoro.
Questi comportamenti nascono spesso da buone intenzioni, ma possono produrre effetti contrari: meno chiarezza, meno autonomia, più tensione, meno responsabilità condivisa.
La formazione esperienziale permette di rendere visibili questi meccanismi. L’attività pratica diventa uno specchio del gruppo. Il debriefing aiuta a leggere ciò che è accaduto. Il piano d’azione trasforma l’apprendimento in comportamenti concreti da applicare nel lavoro quotidiano.
Formazione esperienziale o team building?
Molte aziende cercano attività di team building quando in realtà hanno bisogno di un percorso formativo più strutturato e rigoroso. Il team building può essere utile per rafforzare il senso di gruppo, creare coesione e favorire un clima positivo. La formazione esperienziale, però, ha un obiettivo più specifico: sviluppare competenze e modificare comportamenti.
Per questo le attività non vengono scelte solo perché divertenti o originali, ma perché sono utili rispetto all’obiettivo formativo. Un’esperienza può servire a far emergere dinamiche di leadership, problemi di comunicazione, difficoltà decisionali, modalità di collaborazione o gestione dello stress.
“Dobbiamo iniziare dall’esperienza e, con questa, investigare la ragione.”
— Leonardo Da Vinci
Modalità: aula, online, outdoor e percorsi su misura
I percorsi possono svolgersi in aula, online, in azienda o all’aperto. In base agli obiettivi e al tipo di gruppo, è possibile progettare attività di mezza giornata, una giornata intera o percorsi più articolati, fino a esperienze di weekend.
Per piccoli gruppi è possibile organizzare attività outdoor sui Colli Euganei, anche con possibilità di vitto e alloggio. In alcuni progetti collaboro con altri professionisti per proporre esperienze diverse, come escursioni, attività con i cavalli, teatro di improvvisazione, musica e body percussion, team cooking, barca a vela, geocaching, canyoning, frisbee e altre attività formative.
La scelta della modalità dipende sempre dall’obiettivo. Un gruppo che deve migliorare la comunicazione avrà bisogno di un’esperienza diversa da un team che deve lavorare su leadership, fiducia, gestione del conflitto o problem solving.
La prima consulenza
La prima consulenza serve a comprendere le esigenze del cliente e costruire un percorso ad hoc. Non si parte da un catalogo fisso, ma da una lettura del contesto: chi partecipa, quali sfide sta affrontando il gruppo, quali risultati si vogliono ottenere e quali comportamenti sarebbe utile sviluppare.
L’obiettivo è progettare un’esperienza di crescita personale e professionale che abbia una ricaduta concreta sul lavoro. Non una giornata motivazionale fine a se stessa, ma un intervento utile per migliorare benessere, comunicazione, responsabilità, collaborazione e performance.
La durata può variare da un modulo di 4 ore a una giornata intera, fino a percorsi più estesi o weekend formativi.
Domande frequenti sulla formazione esperienziale
Scopri di più su il mio metodo.
Se vuoi progettare un percorso di formazione esperienziale per il tuo team, la tua azienda o la tua organizzazione, possiamo partire da una prima consulenza per capire esigenze, obiettivi e modalità più adatte.
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