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AGGREGAZIONE

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Valori

Il gruppo per valorizzazione, crescita e realizzazione

L’ aggregazione è un’esigenza dell’uomo per proteggersi da pericoli esterni, sentirsi parte di un gruppo e apprendere.

Lo psicologia sociale sostiene che l’uomo è un animale sociale, predisposto naturalmente al rapporto con gli altri.

Ok, ma come creare un gruppo? Come aggregarsi? (A fine articolo ti lascio suggerimenti)
Ci sono alcuni aspetti o condizioni da rispettare, dicono gli esperti:

Condizioni essenziali: sono gli interessi, gli scopi comuni da raggiungere, cioè la condivisione delle medesime motivazioni. Queste sono condizioni essenziali che favoriscono l’aggregazione.
Condizioni necessarie: sono i rapporti tra gli individui, i modi con cui essi interagiscono tra di loro e con cui ciascun singolo offre il proprio contributo al gruppo, creando interdipendenza tra le risorse.

In tal modo, i risultati ottenuti dal gruppo sono di maggior valore rispetto alla somma delle parti prese singolarmente. Sono fenomeni sociali studiati da Tajfel, Sherif e dalla Scuola della Gestalt di Lewin e che quotidianamente possiamo osservare nella nostra vita. Se ci spensi, quando organizzi una festa o ti unisci a un gruppo di volontari per un progetto sociale o cerchi collaboratori per il tuo progetto, ad ogni persona è richiesto un contributo, relativo alla propria competenza. Il risultato finale, se ci fai caso, non deriva dalla semplice somma delle singole parti ma dal grado di interazione e relazione che si crea tra gli individui e le azioni da svolgere per raggiungere uno scopo comune.

Se da bambino, anche tu, costruivi casette con i tuoi amici, potrai capire.
Qui ho sperimentato per la prima volta la potenza e il valore del gruppo.

Lo scopo era condividere esperienze in un ambiente creato con le nostri mani e menti unite: in totale autonomia e indipendenza dagli adulti.
L’ interesse era quello di incontrarci, stare insieme e creare.
La motivazione nasceva dal bisogno di far parte di un gruppo e di realizzare qualcosa di nuovo grazie al contributo che ciascun singolo poteva offrire: si collaborava e ci si aiutava.

Eravamo organizzatissimi: ci si incontrava in un luogo abbandonato (come una casa, un cantiere o un giardino). Ognuno portava degli oggetti recuperati di nascosto dal proprio garage e poi se ne raccoglievano altri per strada o nei cantieri abbandonati: come tavole di legno, chiodi, bancali. Ci si suddivideva in compiti e ruoli, si scambiavano saperi, conoscenze e competenze. Quando la casetta era pronta, ci si rendeva conto che il risultato finale era superiore a quello che si era progettato: c’era un appendi abiti e un portafiori a cui qualcuno aveva pensato per abbellire la nostra tana, nonostante fosse assente dal progetto iniziale.

Le esperienze vissute in gruppo, mi hanno regalato forti emozioni: positive e negative. Sì, perché non era sempre tutto bello. Talvolta bisognava fare i conti con la persona prepotente, con il ladruncolo di turno e con chi era più bravo di te, svalutandoti. La forza del gruppo, però, è anche in questo: cioè nella capacità di valorizzare le tue risorse e di rafforzarti per difenderti da qualcosa di più grande che può minacciarti, impaurirti, fermarti (come un elefante, direbbero in Africa).

Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante.
(Proverbio Africano)

Da qui, il mio valore dell’aggregazione come pratica per la valorizzazione, lo sviluppo, la crescita e il benessere comune.

Con il tempo ti racconterò altre miei esperienze di aggregazione. Queste mi hanno aiutato a capire come costruire un gruppo e ho tratto 14 tappe, ne parlo qui.

Per ora, scopri qui  altri miei valori.

Alessandro

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