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EMPATIA & GENEROSITA

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Come conoscersi attraverso gli altri

Avevo 6 anni ed era il primo giorno di scuola elementare. Come “ogni prima volta”, provavo fortissime emozioni ed ero curioso e attento agli altri e all’ambiente che mi circondava: osservavo tavoli, sedie, attaccapanni, cartelloni e persone. Osservavo Domenico e Donatello. Domenico attirò la mia attenzione: il suo viso era simpatico, i suoi occhi erano grandi e sorrideva. Fu amicizia a prima vista e con il tempo diventò il mio amico del cuore, forse l’unico. Con lui ho fatto le prime uscite serali rientrando da soli alle 20.00, nell’età della pura e vera indipendenza!

Domenico era generoso ed empatico, qualità con le quali ha contribuito a sviluppare maggiore consapevolezza in me: dei miei gusti, capacità, talenti e preferenze.

Mi ha avvicinato al mondo del calcio, dal quale mi sentivo distante e soprattutto incapace ma lui mi aiutò: ogni pomeriggio mi invitava a casa sua per insegnarmi il calcio, a come colpire la palla, darle la direzione scelta e la potenza giusta; a come scartare un giocatore o come parare un pallone stando in porta. Lui è stato il mio primo e unico allenatore.

Con l’esperienza e l’allenamento quotidiano, mi aiutò ad avere più fiducia in me stesso e a migliorare, e non solo: questo approccio contribuì a far nascere in me una passione per il calcio. Durò poco ma fu bello perché dedicavo anima e corpo e mi regalò forti emozioni come accade per ogni passione. Avevo il mio completo della Juventus, le mie scarpette e non mi perdevo una partita di Champions League con Domenico. Però, le mie performance da giocatore non erano il massimo. Provai a giocare come portiere, con la speranza di trovare un mio ruolo nella squadra. Mi rassegnai dopo qualche anno e capii che il calcio non era fatto per me, non era la mia vocazione, non mi dava grandi soddisfazioni. Così come era per mio padre e per mio nonno. Forse era una questione di genetica.

Cosa faccio, ora che il calcio non mi appassiona?
Mi domandai.

Provai a riflettere e mi accorsi che c’era una passione che mi differenziava dal resto degli amici e per la quale ero disposto a spendere ore della mia giornata, la musica: avevo piacere a passare la domenica mattina ad ascoltare Lucio Battisti e seguivo il ritmo con una batteria elettrica ricevuta a Natale, in piedi sul divano, poiché troppo alta. A 5 anni cantavo Albachiara a memoria, a tavola tamburellavo con le dita sopra ogni oggetto e intorno al falò, durante i campeggi estivi, restavo incantato a guardare Rosario che suonava la chitarra.

Decisi, allora, di dedicarmi alla musica, perché era ciò che mi trasmetteva forti emozioni. Iniziai a prendere corsi di pianoforte e poi di chitarra. L’amore per la musica era sufficiente per motivarmi a suonare ogni giorno e a frequentare il corso anche quando ero malato.

Oggi ringrazio Domenico perché mi ha trasmesso il valore delle generosità ed empatia: mi ha spinto oltre le insicurezze, mi ha aiutato a conoscere meglio me stesso, le mie passioni, i miei punti forti e quelli deboli.
I momenti passati con lui sono stati fondamentali per conoscermi e realizzarmi, cioè a intraprendere la strada della musica e a realizzare il mio sogno nel cassetto, di cui un giorno ti parlerò.
Empatia e generosità per conoscersi attraverso gli altri.

Per ora, ti lascio riflettere sulle tue passioni, su tutte quelle attività da cui trai grandissima soddisfazione e da cui partire per costruire il tuo futuro e realizzarti nella vita.

Come sempre, se vuoi un supporto o una guida, contattami qui:
io ci sono, con empatia e generosità 
☺️.

A presto

Alessandro

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