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CREATIVITÀ: come trasformare un lavoro che non piace?

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Spunti & Risorse

Quando hai sogni e obiettivi chiari sulla tua futura carriera professionale, il percorso inizia ad apparire limpido davanti a te. Idee, cose da fare e tappe da attraversare emergono con facilità. Con esse bisogni e soluzioni che richiedono attenzione. Tra questi il problema di:

  • sopravvivere e vivere: cioè pagare le bollette e godersi un aperitivo in più lavorando altrove.
  • auto-motivarsi, accettare un lavoro diverso da quello desiderato. Come l’aiuto pizzaiolo, babysitter o simili.

Fare un lavoro diverso è a volte duro, difficile e a tratti umiliante. Se decidi di stimolare la creatività puoi trasformare il tuo lavoro momentaneo in un’esperienza piacevole e interessante, di crescita e sviluppo professionale. In questo articolo alcuni spunti e riflessioni.

OBIETTIVI CHIARI

Quando decidi cosa fare e definisci un obiettivo da raggiungere, inizi a pensare a strategie da attuare e azioni da fare.

Esempi: decidi di diventare un medico, quindi dovrai scegliere l’Università di Medicina facendo ricerca online, prepararti per il test, studiare, superare esami, laurearti e fare tirocinio. Vuoi diventare un operaio specializzato nella costruzione di case in legno? Potrai passare da fare l’operaio nella bottega del paese, al manovale nella fabbrica di città fino a salire di grado, diventando responsabile di reparto falegnameria o persino amministratore di un’azienda. Medesimo discorso per un libero professionista: per mettersi in proprio, servirà tempo, impegno e denaro, creare nuovi contatti, un sito, una pagina facebook, linkedin, bigliettini da visita e strategie di personal branding per avere clienti, attrarre lavoro.

Se stai pensando ad altri modi per raggiungere questi obiettivi, perfetto. Ciò dimostra come conoscere l’obiettivo, schiarisce le idee, stimola la creatività. Aiuta a pianificare e ad agire. Dà fiducia, motivazione, coraggio e serenità. Detta con le parole di Lao Tzu:

TRASFORMAZIONI

E il senso di inadeguatezza e frustrazione che si prova a fare il fattorino, il barista o qualsiasi altro lavoro diverso da quello desiderato, come trasformarlo in energia, usando la creatività?

Quando ho iniziato il mio percorso da freelance, ho lasciato un lavoro sicuro. Ho deciso di prepararmi e investire il mio tempo per costruire il sito, facebook e farmi conoscere, in attesa del primo cliente. Ho aspettato finché mi sono accorto che il mio conto corrente si svuotava: avevo bisogno di fare qualche lavoro. Restare ad aspettare si era dimostrata una strategia fallimentare. “Quando qualcosa non funziona, bisogna cambiarla” – risuonava in testa la frase di un mio vecchio prof di Università. Ho deciso quindi di cercare altri lavori. Ho lavorato alla cassa di una pizzeria, ai social network per la pubblicità, come aiuto doposcuola privato. Per una settimana, ho chiamato gli iscritti a un corso organizzato da un centro di Padova, per sollecitarli al pagamento: simile a un call center.

Da un lato mi sentivo costretto a lavorare per esigenze economiche ma allo stesso tempo ero sereno. Dall’altro lato ero demotivato e poco soddisfatto di ciò che facevo: mi sembrava non avesse nulla a che fare con i miei obiettivi futuri. Un giorno, seguendo il metodo, che poi ho chiamato S.O.S.T.A. (Sostare, Osservare, Sperimentare, Trasformare e Agire) mi sono fermato ponendomi quelle che Daniel Goleman chiama domande penetranti (leggi l’articolo sull’argomento cliccando qui).

A cosa mi serve tutto ciò? Oltre a guadagnare per sopravvivere, cos’altro c’è?

COMPETENZE TRASVERSALI

Ci ho pensato a fondo. Ho trovato legami con il mio futuro. Ho individuato alcune competenze trasversali, le cosiddette soft skills. Abilità richieste dal mondo del lavoro – come la comunicazione, ascolto, negoziazione, risoluzione problemi, intelligenza emotiva. Comunicare con le persone, gestire le lamentele dei clienti della pizzeria, usare i social network per la pubblicità: abilità che mi sarebbero servite per gestire futuri clienti o promuovere i corsi di crescita e sviluppo professionale. Ancora: risolvere problemi, conoscere e gestire le emozioni e la motivazione dello studente del doposcuola: competenze che tuttora utilizzo durante i corsi di formazione rivolti a giovani disoccupati o dipendenti di azienda e futuri imprenditori.

CREATIVITÀ

Taylor definisce la creatività come un processo complesso che ha in sé una fase di “inventiva”:

Per poter inventare qualcosa di nuovo, l’uomo ha bisogno di creare legami nuovi tra elementi diversi e insoliti.

La creatività, è un processo che si può stimolare, così come ho già parlato in altri blog post. La creatività non appartiene solo a pochi ma è di tutti. La sua funzione è quella di dare vita a qualcosa di nuovo. Non solo opere d’arte come canzoni ma anche una nuova vita, un lavoro. Siamo abituati ad associare la creatività all’arte ma possiamo utilizzarla per migliorare percezioni ed emozioni nei confronti di un lavoro che non accettiamo, non amiamo o che sembra lontano dai nostri obiettivi: se una band produce una melodia piacevole creando legami tra note e strumenti diversi, come può, una persona, creare legami tra un’esperienza presente e futura?

CREARE LEGAMI E RELAZIONI

Per dare senso e utilità al nostro presente, c’è bisogno di creare relazioni con eventi del futuro: progetti, persone, sogni, desideri. Domanda da porci: Nel lavoro attuale, cosa c’è di utile per quello futuro, oltre al guadagno economico? Prova a fare una S.O.S.T.A. e a pensare, soffermandoti sulle competenze di vita.

Forse una competenza tecnica? Come usare un programma, un pc o uno strumento?
Forse una competenza umana, trasversale? Come comunicare, ascoltare, parlare con gli altri, vendere, lavorare in gruppo?

Se sai chi vuoi diventare e il sogno da realizzare, usa la tua creatività: per trasformare ogni sfida difficile in un’esperienza piacevole e utile per la crescita e lo sviluppo professionale. Non bellissima ed entusiasmante ma sicuramente utile per la tua realizzazione personale di domani.

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(foto di Visual Panic )

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