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DA DIPENDENTE A FREELANCE: perché rischiare e come fare

13 Feb 2020 - Storie di Successo

DA DIPENDENTE A FREELANCE: perché rischiare e come fare

Perché lasciare un lavoro sicuro per uno da freelance, incerto e rischioso? Ne parliamo con Valeria Biondaro Social Media Manager e Digital Marketer La trovi sul web: EQuindi Agency. (Testo tratto e riadattato dall’intervista pubblicata sul mio canale Youtube.)

Indice domande:

  • Di cosa ti occupavi prima di diventare freelance?
  • Come stai utilizzando adesso conoscenze ed esperienze passate?
  • Ora che lavori nel tuo studio non ti senti sola rispetto a prima?
  • Il passaggio da dipendente ad autonoma com’è avvenuto?
  • Quali sono i tre motivi che ti hanno spinta a fare questo salto?
  • Tre modi per fare questo questo passaggio?

Di cosa ti occupavi prima di diventare freelance?

Dopo la scuola, non potendo continuare gli studi, ho iniziato a fare vari lavori. Per 5 anni sono stata assistente direttore commerciale di un’importante ditta come responsabile alla formazione. Ero responsabile di informatori e allo stesso tempo gestivo tutto ciò che riguarda la vendita dei prodotti con la preparazione di depliant, volantini e partecipando alle fiere per presentare i prodotti. Ho imparato bene il lavoro e ho accumulato tante competenze ma nonostante il ruolo importante che avevo mi sentivo stretta perché tutte le mie capacità, energie e conoscenze non le potevo mettere sul campo per me ma dovevo utilizzarle per l’azienda. Ho chiesto al datore di lavoro di occuparmi del marketing ma il posto era già occupato.

Il tuo ruolo era quello di occuparti di comunicazione di marketing. Come stai utilizzando adesso conoscenze ed esperienze passate?

Capito il problema che mi dava insoddisfazione l’ho canalizzato su quelle che sono le mie conoscenze e le sto sviluppando sempre di più, continuo a leggere articoli per essere informata, incontro fornitori e conosco tanta gente con la quale confrontarmi. Mi sento valorizzata.

Ora che lavori nel tuo studio non ti senti sola rispetto a prima?

Certo che sono sola però quando arrivano questi loop oppure ho dei lavori urgenti da consegnare e magari sono in ansia mi fermo, faccio meditazione, esco e cerco di distrarmi e tutto si risolve.

Il passaggio da dipendente ad autonoma com’è avvenuto?

Ho ricevuto delle proposte da aziende per lavorare come dirigente, forse questo è stato l’input che mi ha fatto cambiare lavoro anche se per un periodo di prova di tre mesi. Il titolare dell’azienda in cui ero impiegata mi ha offerto un notevole aumento dello stipendio purché non me ne andassi. Dopo il periodo di prova, per me non produttivo, non sono rimasta e ho detto “basta! Adesso due anni sabbatici”. Mi sono fatta licenziare, ho preso la disoccupazione e con quel periodo di crisi nera, sono andata a farmi un giro per l’ Europa per stare con me stessa. Lì ho fatto dei corsi ed è nata la mia passione. Inizialmente mi facevo pagare molto poco, perché sentivo che non conoscevo bene le cose. Ora ho capito che il proprio lavoro va valorizzato fin da subito. Consiglio di fare un business plan della propria vita e delle attività che andrai a fare.

Riassumendo quali sono i tre motivi che ti hanno spinta a fare questo salto?

  1. Essere se stessi
  2. Essere liberi di realizzarsi
  3. Amarsi.

Questo è quello che mi viene da dire con il cuore perché se si pensa solo al soldo, se uno se una persona decide che per 2.000 euro al mese deve star male, non ne vale la pena.

Tre modi per fare questo questo passaggio?

  1. Una sosta per conoscere se stessi.
  2. Studiare studiare studiare
  3. Conoscere e ascoltare le persone
  4. Essere curiosi

Andare in giro al mercato rionale e sentire le emozioni delle persone. Mi serve per capire com’è il mondo che mi circonda in modo da capire cosa scrivere. Quindi conoscere il mondo della “persona”. Sì, ormai non dobbiamo più mettere il prodotto al centro dell’attenzione dobbiamo mettere la persona e i suoi bisogni. Per questo mi piace andare in giro nei mercati e fermarmi vicino alle persone per sentire cosa dicono.

Curiosità costante e chiedersi sempre perché.

Lo inserisco come quarto punto! Ti auguro che il tuo lavoro di ti dia sempre più soddisfazione ed energia. Grazie.

Alessandro.

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