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INIZIARE RELAZIONI: come farlo con spontaneità e creatività?

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CERCARE CONTESTI E PERSONE STIMOLANTI

Iniziare una relazione non è mai facile: con un nuovo partner, un nuovo gruppo di persone o un nuovo collega abbiamo il timore di essere giudicati, criticati e rifiutati. Vogliamo, invece, sentirci liberi di esprimerci, di entrare subito in sintonia con gli altri e sentirci apprezzati per quello che siamo e diciamo. In un vecchio articolo ho suggerito 5 spunti per attrarre gli altri a sé – puoi leggerlo qui. Oggi, invece, parlo di un importante ingrediente in grado di ispirarci e stimolarci in una relazione: la nostra responsabilità di scegliere contesti e persone che condividono i nostri interessi. 

Durante un corso svolto con un gruppo di giovani lavoratori per migliorare competenze sociali di comunicazione e relazione, ho usato la metodologia esperienziale per favorire apprendimento, comprensione e crescita personale. Il metodo prevede la fase di svolgimento attività (giochi, sfide o compiti che richiedono specifiche abilità per essere risolti o superati); la fase di riflessione su emozioni, comportamenti azioni emersi e abilità utilizzare per raggiungere l’obiettivo; infine la fase di riflessione sulla possibile applicazione dei concetti appresi nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, nel nostro caso l’obiettivo era creare una melodia di gruppo, riproducendo suoni con parti del corpo, utilizzando la tecnica della body percussion. Inizia una persona, crea un ritmo usando il proprio corpo. Gli altri, piano piano devono introdurre un suono a ritmo con gli altri, finché si crea una melodia. Qui di seguito, un video per mostrare la tecnica body percussion, probabilmente nel video è utilizzata per altri scopi rispetto a quelli formativi di cui ti sto parlando ma rende l’idea?

DIFFICOLTÀ

Tra le difficoltà iniziali c’è quella di creare i primi suoni. Solitamente vengono riprodotti da chi ha spiccate abilità di leadership: se ci pensi, nella vita quotidiana c’è sempre qualcuno che decide di iniziare un discorso, guidando tutti gli altri a parlare di uno specifico argomento. Successivamente, gli altri “musicisti” dovranno decidere momento e suono adatto al contesto: cioè cosa e quando parlare, per esprimere la propria opinione.

Quante volte ci troviamo in questa situazione di provare imbarazzo e vergogna nel “non sapere cosa dire” o “come esprimere la nostra opinione” in un gruppo?Il rischio di restare in disparte, sentirci giudicati o, peggio, sentirci incapaci. 

Quante volte il nostro silenzio ha conseguenze sul lavoro o su un lavoro? A me spesso e anche Luca il quale, durante l’attività ha vissuto un’esperienza diversa, da cui abbiamo appreso un concetto importante.

CHI È LUCA?

Luca è un ragazzo di poco più di 20 anni. Il suo vero nome è un altro, per rispetto privacy. Si considera timida e introversa. Prova spesso imbarazzo e difficoltà a introdursi in un gruppo, a esprimere la propria opinione e creare relazioni. Durante l’attività, però, era fra i primi a proporre un ritmo, esprimendosi con il corpo e ispirando gli altri a fare lo stesso. Il suo viso era rilassato e sorridente e non teso e impaurito.

“Come hai fatto, Luca?” – Luca ha dichiarato di sentirsi ispirato dall’attività e dal contesto che si era creato in aula: non è un musicista ma ama la musica e il ritmo. Ogni tanto piace tamburellare con le dita sul tavolo. Luca racconta che appena ha sentito un ragazzo suonare il primo ritmo con i piedi, lui ha aggiunto un suono usando mani e gambe e gli altri si sono accodati. Il contesto in cui si era ritrovato (di produzione musicale), lo aveva ispirato.

Successivamente il compito era di ricreare una melodia prendendo ispirazione dal “luogo mare”. Luca è stato il primo a partire con il canto di un gabbiano, ispirando gli altri a riprodurre il vento, il mare ed altri elementi con cui si è creata una perfetta melodia.

Non solo ha saputo introdursi nel gruppo ma è stato di ispirazione, per gli altri. In altre parole, con la metafora di Newton, “ha creato un ponte per la relazione”.

“Gli uomini costruiscono troppi muri e mai abbastanza ponti.”(I.Newton)

IMPORTANZA DEI CONTESTI

Per poterci esprimere è dunque fondamentale cercare contesti e attività coerenti con interessi, lavori o passioni. Questa è una buona strategia per sentirci stimolati, pronti ad esprimerci e a dire la nostra opinione, al fine di favorire un dialogo e creare relazioni utili al benessere lavorativo, personale, sociale.

Se amo la musica jazz, ad esempio, meglio frequentare luoghi in cui ci sono concerti jazz; se mi interessa leggere, cerco librerie, caffè letterari o eventi in cui si parla di libri; se voglio fare pausa pranzo e parlare con qualcuno, scelgo il collega simile a me. Se in una riunione voglio esprimere un’opinione, utilizzo argomenti di cui sono esperto con il fine di ispirare gli altri a risolvere un problema, migliorare una situazione, affrontare le difficoltà di un cambiamento.

Studi di psicologia sociale (Cantor, Harlow 1994) hanno rilevato l’importanza del contesto per il benessere della persona. Emozioni positive, nascono dall’interazione tra contesto sociale e obiettivi della persona. Luca Cantieri nel suo libro afferma:

“Il contesto è tutto ciò che ci circonda ma anche noi contribuiamo al contesto. Possiamo adattarci, cambiarlo o selezionarlo”

Selezionare, cercare o ricreare ambienti vicini ai nostri interessi, ci aiuta ad esprimere nostre opinioni, abilità, talenti. Senza sforzi e filtri: con spontaneità, naturalezza, curiosità e creatività. Così c’è trasformazione, crescita e cambiamento: la paura di essere giudicati si trasformerà in piacere di essere ascoltati mentre la convinzione di essere incapaci, nella consapevolezza di essere capaci e, soprattutto, responsabili del miglioramento di vita, lavoro e relazioni.

Buona relazione,

Alessandro.

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