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INTELLIGENZA EMOTIVA: 4 strategie per affrontare la tristezza

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Spunti & Risorse

Come affrontare la tristezza?Allena la tua intelligenza emotiva

Ci sono momenti in cui il nostro progetto di vita non va avanti e serve affrontare la tristezza.
Siamo fermi, insoddisfatti, delusi e senza energie: ci aspettavamo qualcosa di diverso.

Come affrontare la tristezza? Partiamo dalla definizione di Goleman:

La tristezza ha la funzione fondamentale di farci adeguare a una perdita, significativa, ad esempio a una grande delusione o alla morte di qualcuno. Comporta una perdita di energia ed entusiasmo verso l’attività della vita (distrazioni e piaceri). Quando diviene più profonda e si avvicina alla depressione, ha l’effetto di rallentare il metabolismo.

Ok, la tristezza è una risposta adattiva del nostro organismo, ci aiuta a sopravvivere. Ok….ma a cosa serve? Goleman continua:

La chiusura in se stessi, ci dà l’opportunità di elaborare un lutto o una speranza frustrata, di comprendere le conseguenze di tali eventi della vita e quando le energie ritornano, di essere pronti per nuovi progetti. Può darsi che un tempo questa caduta di energia servisse a tenere i primi esseri umano vicini ai loro rifugi – e quindi al sicuro – quando erano tristi e perciò vulnerabili.

Fantastico!Quando siamo tristi, possiamo chiuderci nella nostra stanza o perderci nella natura, dedicarci a noi stessi e prepararci a riprendere in mano i nostri progetti. Un po’ come accade mentre siamo influenzati: rifugiati sotto le coperte, ci prendiamo cura di noi e con tisane calde o paracetamolo, attendiamo di rimetterci in forma.

Io cerco di dedicarmi alle attività che mi piacciono, in attesa della notte e del giorno dopo. Ogni giorno cerco di aggiungere qualcos’altro: un concerto, un libro o una telefonata all’amico che non sento da mesi. Molto spesso, invece, metto in pausa tutto: guardo al passato, cerco gli errori, desidero un futuro e ri-progetto tutto, scegliendo le prime azioni da fare.

“Quando arriva la sconfitta, accettala come un segnale che i tuoi progetti non erano validi, ricostruisci quei progetti e issa di nuovo le vele verso il tuo agognato desiderio.” (Napoleon Hill)

Qui di seguito le strategie che ho selezionato per te. Quelle che ho utilizzato quando un lavoro non mi dava più soddisfazioni, le relazioni d’amore mi distruggevano (le amicizie pure) e i progetti non si realizzavo o fallivano miseramente.

Quando sprofondo nella tristezza, colgo l’occasione per coltivare la mia intelligenza emotiva (Salovey, Goleman, 1999), la capacità di riconoscere le emozioni e gestirle per continuare a raggiungere i tuoi obiettivi, con più energia e motivazione: riflettere, riconoscere, re-immaginare, ri-progettare.

Per ognuna di queste strategie, suggerisco alcune domande che possono aiutarti ad applicarle.

RIFLETTERE SUL PASSATO

  • Quando ho provato quell’emozione, chi c’era / perché / come si è manifestata?

Disegna il contesto e l’identità dell’ emozione negativa che ti sta attraversando. Cerca di essere dettagliato e di non dimenticare nulla della tua esperienza passata. La prossima volta, sarai in grado di riconoscerla e di osservarla. La guarderai passare davanti a te come un treno, in attesa che scompaia all’orizzonte. Oppure sarai in grado di evitarla totalmente.

  • Che cosa ho imparato?

Ogni esperienza porta con sé degli insegnamenti, compreso ciò che ti ha reso triste: elenca tutto ciò che hai imparato e il tuo punto debole si trasformerà in punto di forza.

Guardare indietro ci aiuterà ad andare avanti (Giorgio Nardone)

RI-CONOSCERE GLI ERRORI

  • Quali sono gli errori che non mi hanno aiutato a raggiungere gli obiettivi prefissati? 

Secondo alcuni psicologi, l’apprendimento avviene per tentativi ed errori, dopo avere riflettuto su di essi. Quale momento migliore esiste per farlo, se non quando siamo tristi e chiusi nella nostra stanza?Fai un’ipotesi dei tuoi errori, non prenderli per dati assoluti. La prossima volta, cerca di evitarli e di farne altri, di nuovi. Come disse Baden Powell, il fondatore dei Boy Scout:

L’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla.

RE-IMMAGINARE UN FUTURO MIGLIORE

  • Come mi immagino fra 2 anni?

Se sei deluso, è probabile che il tuo presente non è né quello che immaginavi e né quello che ora desideri. E cosa puoi farne (di questo presente) se non un punto 0 da cui ripartire per un futuro migliore? Descrivi dove sei, cosa fai, con chi, perché, immaginandoti fra due anni. Van Gogh, diceva:

Prima sogno i miei dipinti e poi dipingo i miei sogni

RI-PRO-“GETTARE” NUOVI SEMI

  • Quali sono le prossime azioni da compiere per iniziare a costruire quel futuro immaginato?

Così come i semi già piantati hanno dato frutti (seppure ormai marci), nuovi semi ne daranno altri. Sarà difficile, lo so, però…passo dopo passo, giorno dopo giorno, l’azione ti darà molti più risultati e vantaggi di quanto tu possa immaginare. Ora, qual è la prossima azione da fare? Provare queste 4 strategie per affrontare la tristezza? A te la scelta.

Fai le cose difficili quando sono facili, e inizia le grandi cose quando sono piccole. Un viaggio di mille miglia deve iniziare con un singolo passo.
(Lao Tzu)

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Alessandro

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