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RICOSTRUIRE RELAZIONI: 4 modi che hanno funzionato. Qual è il tuo preferito?

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Spunti & Risorse

COSTRUIRE PONTI PER LE RELAZIONI

Quando si resta soli si può sentire il bisogno di ricostruire relazioni per aumentare la possibilità di stare bene. Sì, perché insieme si possono realizzare progetti, creare un team vincente, costruire una famiglia.

Da soli si sogna ma insieme si viaggia e si segue il ritmo della vita.

Se ci pensi, su un aereo c’è il co-pilota affianco al capitano; in una band musicale il batterista alle spalle dei musicisti: in molti contesti non si può fare a meno degli altri. Soprattutto quando si ha bisogno di realizzare qualcosa di grande, ricco, soddisfacente, di valore per sé e per gli altri.

Quando un rapporto non esiste, la sfida è costruirlo.
Quando un rapporto si è rotto o si è interrotto, la domanda sorge spontanea: è utile ricostruirlo? Facciamoci altre domande, prima di rispondere.

QUANDO SI (INTER)ROMPE UN RAPPORTO?

Dalla mia esperienza ho colto che un rapporto si può rompere per svariati motivi: oltre alle ragioni che ognuno sostiene per difendere la propria opinione e giocare alla “vittima e carnefice”, c’è un elemento che spicca nei conflitti e che dipende da entrambi: cioè le modalità di comunicare, dialogare e condividere una realtà.
Ad esempio, si rompe quando:

  • imponi le proprie ragioni: “io la penso così, ho sempre fatto così e ha funzionato, quindi ho ragione io. È così, punto e basta”.
  • contrapponi le proprie visioni, scelte e prospettive su quelle altrui, senza ricercare mediazioni, punti o obiettivi condivisi: “Sì, forse hai ragione ma io voglio che sia fatto come dico io, perché credo in ciò che dico”.
  • interpreti le esigenze dell’altro secondo le tue teorie, invece che comprenderle e considerarle per ciò che sono per chi ti sta di fronte. Esempio di interpretazione: “Secondo me, quando dici di volere stare con F. è perché non vuoi stare con me e non perché vuoi prenderti un caffè con lui/lei”.
  • giustifichi i tuoi comportamenti, senza accettare o ammettere di avere una quota di responsabilità sull’accaduto: la classica frase “sì ma quella sera avevo bevuto un po’ troppo” oppure “ho dimenticato quaderno e cellulare a casa. Non potevo studiare e nemmeno avvisarti”.

Queste modalità creano due realtà opposte dove le persone prendono le distanze l’uno dall’altro. Ciascuno si difende dall’invadenza dell’altro e assume un ruolo chiaro e (apparentemente) irremovibile nella relazione: “io sto qui e tu stai lì”. Si dà per assodato che le cose non possano andare diversamente e questo non da più ragione alla relazione di esistere. A sto punto, consapevoli di non avere ragioni per continuare, meglio chiudere.

Quante volte, invece, capita di vedere persone diverse che condividono una vita insieme? Oppure scoprire che dopo un litigio le cose vanno meglio di prima? Qualcosa accade. In quel caso, costruiamo un ponte, di cui ti parlerò a breve. C’è chi a volte mi chiede:
Ma è giusto o non è giusto interrompere una relazione?

Dipende dal tuo obiettivo, dalla consapevolezza del tuo malessere e dalla valutazione dei rischi e benefici di una o l’altra opzione. Vediamo alcuni esempi, provati sulla mia pelle.

QUANDO INTERROMPERE UNA RELAZIONE

Se l’obiettivo è preservare il benessere tuo e dell’altro sei consapevole che la relazione non va. Così, potresti anticipare che chiuderla porterà maggiori benefici. La soluzione resta dunque una sola: chiudere la relazione, possibilmente condividendo le motivazioni della scelta senza rimpianti, con serenità e gratitudine.


Credo che la sincerità ripaghi con la
libertà e la creatività.

Qui racconto due storie personali che mi hanno spinto a chiudere relazioni, aiutandomi ad affrontare due grandi cambiamenti e a scegliere la mia strada. <- Leggi cliccando sul testo in verde.

QUANDO RICOSTRUIRE UNA RELAZIONE?

Quando l’obiettivo è collaborare per un grande progetto (di vita o di lavoro) e sei certo dell’intesa che c’è tra te, l’altro o il gruppo, risolvere il conflitto e ricostruire la relazione sono le strategie più efficaci. Apportano benefici a tutti.

Nel mio passato, ricostruendo relazioni interrotte, ho colto frutti gustosi: benessere, produttività e creatività per me, gli altri e il gruppo intero.
È successo che ognuno, mettendosi in discussione, ha riconosciuto i propri errori e si è creato un terreno fertile per ricostruire la relazione e continuare il percorso iniziato insieme. Sono nati e sviluppati nuovi progetti.

Puoi provarci e andrà bene. Potrai fallire e andrà lo stesso bene, anzi, meglio: comprenderai qualcosa di prezioso per te. Valori, credenze, opinioni e obiettivi si faranno più chiari nella tua testa e rafforzeranno la tua identità. Questo mi ha aiutato a chiudere definitivamente alcune relazioni, senza rimpianti e dolori e a instaurarne di altre più costruttive e vicine a me.

Ho chiamato ponti le modalità che finora ho visto funzionare intorno a me, per ricostruire relazioni e li condivido qui con te.

(N.B.: Sono domande da cui puoi prendere spunto: non sono sempre quelle giuste da fare. Ciò che è giusto è sempre in relazione alla tua meta: il consiglio, quindi, è di definire il tuo obiettivo e preparare le domande giuste, efficaci per raggiungerlo).

1.INTENZIONI E DESIDERIO

Esplicitare le proprie intenzioni di ricostruire un rapporto, può riaprire al dialogo e far riavvicinare due persone. Esprimere un desiderio di raggiungere un obiettivo con l’altra persona, anticipando la realtà idilliaca in cui entrambi si ritroverebbero se iniziassero a collaborare, può motivare l’altro al rapporto. Le frasi possono iniziare con: “Ho voglia di ….con te” – “La mia intenzione è quella di…” – “Desidero stare con te perché immagino che in futuro”.

2.VALORIZZARE L’ALTRO

Riconoscere il valore dell’altro per se stessi e per il proprio progetto o chiedere un’opinione all’altro su quanto comunicato, chiarendo le sue esigenze, può dare valore alla persona e renderlo disponibile al rapporto: “Per me sei una persona speciale perché….” – “La mia idea e i miei bisogni sono questi: cosa ne pensi?” – “E tu, di cosa hai bisogno?”.

3.RICONOSCERE GLI ERRORI

Umiltà e capacità di riconoscere i propri errori è segno di estrema intelligenza e di rispetto verso l’altro e la relazione. Parlare degli errori, inoltre, aiuta a pianificare future strategie per evitarli e mantenere stabile un rapporto. “Riconosco di aver fatto questi errori: la prossima volta come posso/possiamo gestirli o, meglio ancora, evitarli per stare insieme? 

4.CONDIVIDERE E PROPORRE

Costruire un ponte sarà più facile condividendo un progetto (di vita o professionale) – a parole, per iscritto o con un disegno. Potrai, inoltre, proporre di organizzarvi in un determinato modo, così da dare spazio di conoscere il valore di ciascuno nella relazione e, quindi, l’importanza del ricongiungimento. Costruire un ponte sarà più facile. Ad esempio: “Il mio progetto è questo, voglio raggiungere questo obiettivo e ti propongo di organizzarci in due modi….Fammi sapere”

Ma….
Sei sicuro di volere il ricostruire la relazione? Porterà del benessere nella tua vita?
Se sì, allora provaci e costruisci ‘sto ponte.

Lo sforzo ne varrà il tuo futuro.

“Gli uomini costruiscono troppi muri e mai abbastanza ponti.”  (Isaac Newton)

Buona relazione!

Alessandro

p.s. Venerdì 27 gennaio 2018, organizzo con Associazione Incitement un evento in cui si parlerà di Costruire un team vincente per realizzare il tuo progetto. Potrebbe interessarti?

Clicca qui per scoprire di più> https://www.facebook.com/events/203184500251061/

 

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