Differenza tra psichiatra, psicologo, coach e psicoterapeuta. Qual è il professionista adatto al tuo problema?

Quando stiamo male, siamo confusi e non sappiamo a chi chiedere aiuto per risolvere problemi apparentemente irrisolvibili, conoscere la differenza tra psichiatra, psicologo, coach e psicoterapeuta può aiutarci a fare il primo passo. In questo articolo proverò a far luce su alcune differenze che possono aiutarti a scegliere a chi rivolgerti.

Parto con una sintesi:

Problematiche momentanee, stress lutto, divorzio o altra difficoltà sorta dopo un evento
→ Psicologo: sostegno emotivo e consulenza per superare un momento di disagio psicologico legato a eventi di vita.

Disturbi con forte base fisica o biologica
→ Psichiatra: trattamento medico e farmacologico per riequilibrare l’organismo quando i sintomi sono troppo intensi.

Difficoltà nel raggiungere obiettivi in ambito performativo: studio, sport, carriera
→ Coach/Counselor: motivazione, pianificazione, gestione del tempo e di obiettivi. Attenzione: non è un professionista della salute, non può curare ansia, blocchi o disagi psicologici, altrimenti è abuso di professione (Art. 348 c.p. e Legge 18 febbraio 1989, n. 56) a meno che non sia uno psicologo o psicoterapeuta con esperienza e specializzazione anche in Coaching.

Sintomi frequenti e duraturi che persistono in schemi di pensiero e comportamentali spontanei.
→ Psicoterapeuta: intervento mirato per risolvere il disturbo psicopatologico per tornare a vivere, lavorare e star bene con stessi e gli altri.

Ecco qualche dettaglio esplicativo sulla differenza tra psichiatra, psicologo, coach e psicoterapeuta.

Lo psichiatra: il medico e le medicine

Lo psichiatra è un medico. Lui guarda il problema dal lato fisico del corpo e prescrive le medicine. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel suo manuale ufficiale mhGAP, dichiara:

“con cure adeguate, assistenza psicosociale e farmaci” è possibile curare le persone.

L’OMS ha persino inserito queste medicine nella sua “Lista dei Farmaci Essenziali”. Nei casi moderati o gravi (come depressioni forti o schizofrenia o psicosi) il farmaco è come acqua che aiuta a spegnere l’incendio. Le medicine, infatti, calmano i nervi. Possono aiutarti a riposare, come spiego qui: Rimedi per l’insonnia per spegnere il cervello e tornare a dormire.

Ma gli psicofarmaci non aiutano a cambiare il modo con cui percepisci e vivi la realtà. Non modificano le tue reazioni emotive e comportamentali a lungo termine. Le medicine spengono i sintomi ma non risolvono il problema alla radice. Spesso possono aiutare lo psicologo o lo psicoterapeuta a impostare un intervento per un cambiamento più profondo e duraturo. Ad esempio, un mio paziente, durante una seduta mi riferì:

“I farmaci mi aiutavano a non sentire l’ansia ma non sentivo più emozioni e gli altri. Dopo aver interrotto mi sento meno apatico e meno assonnato. Le emozioni, a volte, spaventano, ma mi sento vivo, non un vegetale” — Federico (testimonianza reale, dettagli modificati per privacy)

Lo psicologo: per avere un sostegno, un supporto.

Lo psicologo ha studiato cinque anni all’università. Ascolta e dà un sostegno emotivo. Da Codice Deontologico degli Psicologi:

“La professione di psicologo è compresa tra le professioni sanitarie. Comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico. Rivolti alla persona, il gruppo, gli organismi sociali e le comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca didattica in tale ambito”.

Lo psicologo – oltre a far ricerca e a insegnare la materia – va bene se vivi un momento difficile passeggero, da solo o in contesti di gruppo (famiglia, lavoro, amici). Per esempio, se hai cambiato lavoro o sei confuso, se sei stressato o indeciso, se hai avuto un lutto o hai perso la motivazione, se hai un problema di coppia o una difficoltà relazionale: lo psicologo ti sostiene e ti supporta nel chiarirti le idee, comprendere te stesso, gli altri e ritrovare la bussola per star meglio. Ma se hai problemi più invalidanti, che ti porti dietro da una vita, serve un professionista con una scuola in più.

E il coach e counselor? Attenzione a chi ti affidi

Oggi si sente molto parlare della figura del “coach” (o motivatore). Ma chi è davvero? In Italia, per definirsi coach basta il “minimo”: a volte è sufficiente frequentare un corso da 160 ore. Queste figure lavorano coperte da una legge generica (la Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate), ma non sono professionisti della salute, anche se – come avrai notato – il limite è sottile.

Un coach può aiutarti a raggiungere un piccolo traguardo nello sport, nella carriera, a organizzare lo studio, talvolta nelle relazioni. Ma fai molta attenzione: molto spesso i coach si occupano di problemi per cui non hanno l’esperienza né il diritto di farlo (come ansia, panico, ossessioni, blocchi emotivi, paure). Quando un coach fa questo, va incontro a una vera e propria denuncia penale per abuso di professione oltre che, spesso, non risolvere o peggiorare un problema. Sono sincero: ho conosciuto coach o counselor che non hanno studiato psicologia o terapia ma con la loro sensibilità e umanità sono arrivate al cuore delle persone che hanno chiesto aiuto. Ma se stai male, la tua mente è preziosa ed è basata su funzionamenti che solo in pochi conoscono: affidala a chi ha studiato per curarla e a chi dimostra di aver avuto già risultati sul campo.

Lo psicoterapeuta: lo specialista

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico specializzato: ha studiato almeno 9 anni, di cui 5 anni di università e 4 anni di specializzazione. È la persona potenzialmente più competente tra tutte nel conoscere come funziona l’essere umano e impostare interventi strutturati utili cambiare i meccanismi che incastrano le persone nella vita quotidiana, quando non riescono più a vivere bene con se stessi, gli altri o il mondo.

Ci sono tanti modi di fare psicoterapia e dipende dalla Scuola di Specializzazione frequentata dallo specialista (ad esempio: funzionale-corporea, psicoanalista, psico-dinamica, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale, breve-strategica etc.). Senza entrare nel dettaglio di ciascun approccio, le differenze possono riguardare l’utenza a cui si rivolgono (adulti, bambini, famiglie, anziani) o il metodo utilizzato. Ora mi soffermerò su questo poiché, sebbene la maggior parte delle scuole di specializzazione offra strumenti per intervenire su qualsiasi utenza, la metodologia è differente e può aiutarti nella scelta:

  • C’è chi scava nel passato, lasciando parlare la persona, senza direttamente intervenire o senza dare consigli, facendo emergere alla consapevolezza il passato con l’ottica di cambiare il presente.
  • C’è chi si focalizza sul presente, cercando di cambiare i pensieri sbagliati, sostituendoli con quelli più corretti, utilizzando la meditazione, con l’obiettivo di star bene e cambiare comportamenti.
  • C’è chi si concentra sulla famiglia, su come le dinamiche relazionali (passate o presenti) tra gli individui, possono influenzare il benessere del singolo.
  • C’è chi analizza il problema, dando consigli pratici e strategie per scoprire come il problema viene costruito, si mantiene e si potrebbe risolvere nel futuro, per cambiare e tornare a vivere.

La Terapia Breve Strategica

Nella Terapia Breve Strategica (TBS), di cui mi occupo nel mio studio a Padova e online, noi lavoriamo in questo modo:

  • Ci concentriamo sul presente (solo in alcuni casi è necessario un lavoro sul passato)
  • Non cerchiamo il “perché” nel passato, ma scopriamo come il problema si mantiene oggi.
  • Diamo indicazioni e esercizi facili per far sì che la persona scopra il motivo di persistenza del suo problema e trovar modalità per risolverlo
  • Misuriamo i miglioramenti passo dopo passo.
  • Offriamo strumenti per gestire il problema da solo, anche in futuro.

Come direbbe il prof. Giorgio Nardone, che insieme a Paul Watzlawick, ha portato ed evoluto in Italia questo approccio da Palo Alto (USA):

“Le soluzioni appartengono al futuro, le interpretazioni al passato, la possibilità di cambiare al presente”

Fonti:

Sono il dott. Conforti, psicoterapeuta. Parliamo del tuo caso?
Alessandro Conforti Psicoterapeuta Padova

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Alessandro Conforti Psicoterapeuta Padova
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Dott. Alessandro Conforti Di Lorenzo – Psicoterapeuta Breve-Strategico.
Ricevo Online o a Padova zona Voltabarozzo. Aiuto persone ad uscire da momenti di crisi, imparando a gestire ansie, paure, angosce, panico, ossessioni, pensieri negativi, tornando a viversi la vita, le relazioni, il lavoro. 

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