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Ammirare gli altri ti farà perdere autostima

7 Mar 2022 - Evidenza, Psicologia, Spunti & Risorse, Valori

Ammirare gli altri ti farà perdere autostima

L’uomo impara velocemente quando osserva gli altri.


Lo psicologo Bandura, scoprì come bambini che osservavano adulti compiere azioniapprendono e ripetono il nuovo comportamento in situazioni simili, rispetto a chi non assiste alla scena.


Il nostro sistema scolastico è basato su questo: guarda, ascolta, studia, impara. Anche nel mondo del lavoro: Stage. Tirocini. Tutoraggi. Tutti basati sul medesimo principio.
Non vorrei perdere tempo a discutere sull’efficacia di tali metodi o su aspetti etici, morali, comportamentali legati al fare o meno fotocopie o al come sfruttare queste esperienze per la propria crescita e realizzazione. L’ho fatto negli anni in cui lavoravo in aula con 25 dipendenti di azienda o con disoccupati nei colloqui individuali. 

Ho lasciato questo mondo ed ora mi rivolgo a chi, questo mondo, vuole migliorarlo, crearlo.
Condivido su Facebook e Instagram spunti per uscire dal disagio che sentono quando si fanno trasportare da ansie, dubbi, insicurezze, paure di non farcela e desiderano

  • imparare a riprendere il controllo di sé
  • gestire emozioni 
  • creare relazioni per realizzarsi nella vita.

Detto ciò: imparare a gestire se stessi e realizzarsi non è come apprendere una materia scolastica. 

Eppure l’errore sta proprio qui.

Ti capita mai di scrollare i social cercando di apprendere da chi è più avanti di te? Partecipare a corsi, seguire i tuoi idoli o (cercare di) imitarli?

Se da un lato questo può aiutarti, dall’altro può limitarti: 

guardare e stimare troppo gli altri, fa perdere attenzione e stima su di te.

“è più avanti di me. Si è laureata dopo di me, è più giovane di me. Io ho figli e lei no”.

Alcune frasi che sento ripetere dalle persone che seguono i miei percorsi, palesemente bloccate e confuse, nel tentativo di imparare e osservare gli altri, perdono il focus su di sé. Anzi..

il giudice critico interno cresce (come scritto negli altri post)lasciando spazio a: 

▪️ tristezza ▪️ delusione▪️ senso di incapacità ▪️ paura di non farcela.

Eppure, molte di queste persone, hanno avuto un passato ricco di successi, conquiste e soddisfazioni. Tuttora hanno cassetti pieni di sogni, fogli o file pc pieni di idee.

Ed è un vero dispiacere non vederli a capo di aziende, progetti di successo. Mi duole il cuore vederli lasciarsi andare a lavoretti qualunque, accontentarsi di ciò che hanno fino a non prendersi cura di sé. 

Piuttosto: perché non imparare a dare il meglio di sé – con tutto ciò che sono già state – per essere felici, produttive e creative? 

Questo gioverebbe a tutti: in primis a se stessi, poi a famigliari, collaboratori e clienti. La mia missione è questa.

L’altro giorno Roberta, una ragazza che seguo, è apparsa diversa: un trucco che esaltavano gli occhi azzurri, capelli tinti e piastrati con boccoli che mi ricordavano la Venere di Botticelli. Lei stessa ha riferito: “mi sento meglio, più solare, energica. Mi prendo più cura di me. Ieri i miei collaboratori mi hanno fatto i complimenti di come ho creato il team e gestito la riunione”.

Invece Milena felicissima mi fa: “mio marito mi vede diversa, più tranquilla anche se molto più impegnata di prima. Però si è offerto di aiutarmi a gestire i bambini”.

Tornando ad uno dei miei idoli, mentori, Alfred Bandura, diceva che imparare è un processo bidirezionale 

“L’uomo impara dall’ambiente e dall’esperienza azioni che andranno a modificare l’ambiente e la percezione di sé”. Rileggi la frase.

Quindi, se guardare gli altri non funziona e vuoi imparare a gestire te stessa e sbloccarti per iniziare ad agire….

cambia l’inquadratura della tua reflex: 

fai zoom su di te nell’esperienza che di te fai nel mondo. 

Fai, prova, sbaglia, ri-sbaglia, fermati.

Guarda: cosa hai creato? Cosa hai imparato e puoi migliorare?

Senza tante esperienze di te stessa difficilmente potrai imparare ad essere quella te stessa che tanto desideri essere, esprimere, realizzare, gestire.

Fammi sapere nei commenti, cosa ne pensi?e soprattutto:

 qual è quella parte di te di cui senti la mancanza e che desideri esprimere?

Bibliografia: Il senso di auto-efficacia. Aspettative su di sé e azione di Alfred Bandura.

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