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Percorso di Cambiamento: affrontare il cambiamento

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Spunti & Risorse

A COSA SERVE QUESTO PERCORSO?

  • prepararti ad affrontare il cambiamento: una nuova vita, nuova relazione o lavoro
  • scoprire i tuoi talenti competenze per costruire il tuo futuro
  • chiudere definitivamente con il passato
  • guardare il passato per costruire un futuro migliore
  • affrontare con voglia, ottimismo e positività il cambiamento
  • sapere “da dove iniziare?” per costruire il futuro che desideri.
  • saper conoscere e gestire emozioni (paura ansia che ti bloccano)
  • comunicare alle persone che ti circondano le tue necessità di cambiamento

Ti racconto un episodio passato. Se non ti interessa, vai infondo all’articolo per leggere “come organizzarci” e iniziare il percorso insieme.

Un episodio

Il ricordo del momento più difficile, dove la vita mi ha chiesto di affrontare il cambiamento, risale al 2006.

Volevo cambiare, città, casa, relazioni e Università: ma perché?
Perché, come ogni pensiero, azione o scelta, nasceva da desiderio di miglioramento e benessere:

  • ero consapevole di un malessere del presente
  • desideravo realizzare un futuro miglior, come lo sognavo io (diverso dal presente)
  • volevo sentirmi valorizzato e apprezzato come persona

Avevo solo desideri?
Magari! Avevo anche paure, ansie, dubbi e insicurezze:

  • sarà la scelta giusta?
  • e se poi mi pento?
  • e se non riesco a costruirmi amicizie come fatto finora?
  • cosa mi diranno i miei genitori?

Come ho superato queste paure?

Te lo racconto subito. Cercherò di essere breve e conciso, sperando di ispirarti e di favorire il tuo cambiamento.

Vivevo all’Aquila. Stavo terminando il primo anno di Università, per la prima volta lontano da casa e in totale autonomia. Tutto andava molto bene. Avevo trovato una bella casa da dividere in due persone. Ci abitava un ragazzo al terzo anno di Università: il mio primo coinquilino, Antonio, era un Pugliese simpatico e coinvolgente: mi insegnò molte cose del “dolce viver soli”; mi inserì nel suo gruppo di amici, svegli, simpatici, divertenti, con cui passavo le serate.

La mattina ero felice ed entusiasta di frequentare il primo anno di Università in Scienze dell’Investigazione, il pomeriggio studiavo e la sera restavo volentieri a casa oppure mi divertivo con gli amici di Antonio, diventati anche miei amici. O meglio, persone con cui passare la serata, condividere momenti liberi e in grado di non farti sentire solo. In certi momenti, sentirmi semplicemente in compagnia mi aiuta a star bene. 

Però desideravo compagni della mia età e durante le pause delle lezioni, cercavo di fare amicizia con chi, poi, ho condiviso le emozioni dei primi esami e delle prime feste in appartamento.Tutto procedeva perfettamente: ero riuscito ad affrontare il cambiamento di vita (da casa dei genitori a casa da solo) e avevo sofferto poco il distacco da persone e ambienti vissuti per 18 anni. Casa ok, amici ok, lezioni ok. Tutto ok.

L’unico ambito in cui non ero soddisfatto, era quello Universitario. Non era ciò che mi aspettavo: programma di studi, esami, lezioni, modalità con cui le lezioni venivano rimandate, non era ciò che desideravo per la mia formazione. Non volevo fidarmi delle mie prime sensazioni e decisi di aspettare, osservare e continuare a frequentare quel posto. Forse mi sbagliavo e, soprattutto, non avevo tanta voglia di impiegare energie per cambiare.

L’ultimo episodio

Un bel giorno arrivò la goccia che fece traboccare il vaso e capii che era la strada sbagliata. Non mi avrebbe aiutato a raggiungere il mio obiettivo: formarmi e crescere professionalmente.

Il Direttore dell’Università (sì, proprio lui!!) decise di bocciarmi ad un esame, senza spiegazioni. Strappò il compito scritto, davanti ai miei occhi. Mi rimandò alla sessione esami di Settembre, costringendomi a rinnovare l’iscrizione e farmi ristudiare i suoi 3 libri. Perché? Questo non l’ho mai capito ma giuro di avere provato in tutti modi a ricevere una spiegazione.

Era l’ultimo esame e lo avevo preparato benissimo, per chiudere l’anno in bellezza e godermi le vacanze estive. Avevo riempito 3 facciate e quel foglio, aveva solo 3 segni rossi di correzione : “Scusi, può spiegarmi il motivo della sua decisione di bocciarmi visto le poche correzioni? Nel compito ho citato l’autore X e il suo libro, come da lei richiesto”- dissi con calma e rispetto al prof.

Lui non ricordava il mio compito. Con un’espressione mista tra stupore e imbarazzo, guardò il foglio e cercò un paio di errori ortografici, non di contenuto, cercando di tagliare corto dicendo: “Ritorni a settembre e andrà meglio, ha tempo per studiare”. Dietro di lui, il suo assistente mi guardò con uno sguardo di compassione: abbassò la testa, la rialzò, mi guardò con gli occhi un po’ all’ingiù. La sua espressione diceva: “Mi dispiace Alessandro, ti capisco ma bisogna fare come dice lui”.

Il prof. era l’autorità, il fondatore dell’Università e bisognava abbassare lo sguardo, accettare e andare avanti – mi dicevano in molti. “No no”– dissi tra me e me. “Sono nato da una famiglia di umili democratici e socialisti, voglio una giusta motivazione per dare ragione all’autorità”. Rimasi fino alla fine dell’esame, alle 21:00 di sera e ritornai il giorno dopo al ricevimento, per chiedere dettagli sui criteri di valutazione, non ancora ricevuti e sulla sua scelta di strappare il compito (illegalmente) sotto i miei occhi.

Fui trattato davvero male, umiliato verbalmente. Eppure, lui era il Presidente e Direttore dell’Università e chi, meglio di lui, avrebbe dovuto dare ascolto, valore ed esempio a matricole con tanta voglia di crescere e formarsi?

Ebbi ulteriore conferma dell’inadeguatezza di quella strada che mi accingevo a percorrere e che quell’Università era stata creata per altri motivi. “Se resto qui, chissà cos’altro mi potrà accadere! Voglio andare via.” – pensavo notte e giorno.

Ero sempre più consapevole di vivere in un ambiente poco stimolante e di essere circondato da persone con valori diversi dai miei, incapaci di valorizzarmi nel presente (e figuriamoci in futuro).

La scelta finale: affrontare il cambiamento!

Ero ancora incerto e insicuro. Chiesi consigli ad amici, professori, genitori e studenti all’ultimo anno, con la speranza di ricevere nuovi punti di vista, prospettive da cui vedere il problema e trovare nuove soluzioni.

La decisione toccava a me, mi chiusi nella mia stanza iniziai a pormi delle domande: Cosa voglio? Quali sono gli obiettivi di una scelta così drastica? Voglio:

  • stare bene nel luogo in cui vivo;
  • essere circondato da persone con i miei stessi valori;
  • essere rispettato e valorizzato
  • ricevere risorse e formazione adeguate e di qualità per realizzarmi come persona e professionista.

Motivazioni preziose e sufficienti per decidere di cambiare città, università, amici. Tra decidere e fare, ne è passato di tempo: dubbio, incertezza e paura, persistevano.

Un giorno iniziai a immaginare il mio futuro: come sarebbe stato se avessi scelto di cambiare?Chiusi gli occhi e iniziai a viaggiare con mente e immaginazione. Fui coinvolto da una sensazione di leggerezza e di piacere che non provavo da tempo.

Arrivarono anche dubbi, paure e ostacoli. Passarono presto, mentre continuavo ad immaginare e anticipare le modalità per affrontarle. Ad esempio, i miei ragionamenti erano questi: “Se la difficoltà potrà essere quella di conoscere nuove persone, come posso superarla? Se sarà difficile trovare una nuova casa, come posso fare per rendere una missione più semplice? E avanti di domande e anticipazioni in grado di aiutarmi a fare una sola cosa: affrontare il cambiamento.

Tutto iniziò a essere più chiaro, meno incerto e pauroso e molto più bello. Iniziai a scegliere la città dove spostarmi, l’Università da frequentare, la casa da trovare. Riuscii a parlare schiettamente con genitori e fidanzata e furono d’accordo con la mia scelta.

Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere.
(James Joyce)

Trovai questa citazione tra le mani e decisi di essere felice e forte in quel momento per essere una persona migliore in futuro e in un altro luogo. Era tutto pronto ma questa citazione mi dette la spinta necessaria. (Ho sempre amato le citazione ed ecco perché ho creato una sezione dedicata alle citazioni).

COSA HO IMPARATO?

Ho imparato che per decidere di cambiare, serve avere:

  • Certezza di vivere in un presente poco soddisfacente
  • Consapevolezza di desiderare un futuro diverso e migliore
  • Azioni pianificate da fare in successione, sin dal giorno dopo
  • Coinvolgimento delle persone vicine

e via, il cambiamento può iniziare e poi, se qualcosa va storto, si può sempre apprendere dai fallimenti.

Da allora, infatti, ho appreso la lezione e l’ho replicata in altre situazioni future in cui ho cambiato 4 case e relativi gruppi di coinquilini; ho cambiato abitudini e vita per 5 mesi di Progetto Erasmus a Parigi. Oggi, ogni cambiamento lo vivo con grande curiosità, passione, ambizione, pianificazione e coinvolgimento. Farcela con le proprie forze e ricevere supporto dalle persone più vicine (anche se ti aspetti il contrario) è la cosa più gratificante che ogni uomo possa vivere.

E ora sono pronto a seguirti nel tuo processo di cambiamento, con un percorso che potrà darti alcuni vantaggi.

COME CI ORGANIZZIAMO?

Compila il modulo alla fine dell’articolo io ti contatterò presto. Ci troviamo per un primo incontro (gratuito se scegli di farlo online), durante il quale mi spieghi la tua situazione e io capisco come poterti aiutare nel processo di cambiamento che ti appresti a fare.

Posso darti alcuni consigli e poi potrai cavartela già subito da solo/a.

L’incontro dura un’ora, possiamo farlo a Padova di persona o a distanza con Skype o Whats App video. Dopo, io ti propongo un percorso con obiettivi specifici e azioni. Se vorrai potremo iniziare dalla settimana successiva e io ti seguirò come una guida, un coach.

Il coach è colui che ti aiuta ad avere consapevolezza dei tuoi desideri e bisogni. Ti aiuta scoprire i tuoi talenti e risorse interne ed esterne per affrontare momenti di cambiamento e raggiungere i tuoi obiettivi di benessere, vivere una vita piena, ricca, soddisfacente e gratificante. Con te stesso e gli Altri.

Ci vedremo per un’ora a settimana, per affrontare insieme il tuo cambiamento, man mano che acquisti sicurezza in te e negli altri. Il costo è variabile e dipende dal lavoro che decideremo insieme ma può partire da circa 200€ al mese.

Il PERCORSO PUÒ FARE PER TE SE…

  • sei insicura se cambiare la tua vita, lavoro, partner o città
  • sei sicura di voler cambiare ma non sai “come” e da dove partire
  • hai avuto una nuova opportunità ma non sai se accettarla o meno
  • i tuoi programmi non sono andati come immaginavi e ora dei cambiare tutto
  • hai paura di non essere capita e di esser giudicata da chi ti sta vicino
  • il pensiero di cambiare ti crea ansia
  • non hai più fiducia in te stessa come una volta
  • sei insoddisfatta di quello che hai e vorresti cambiare per star meglio.

Scrivimi per un incontro gratuito. Fallo quando sei pronta a prendere la tua vita tra le mani e cambiarla in meglio. Se quel giorno è oggi allora è il tuo momento, anzi, il nostro momento! Ti aspetto.

Grazie.
A presto

Alessandro


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