< Torna al blog

ESPERIENZA: apprendere dai fallimenti

CATEGORIE:

Spunti & Risorse

3 strategie per non pentirsi dopo un’esperienza fatta di errori

Al termine di un’esperienza poco piacevole, quando le nostre aspettative sono state deluse o le nostre capacità messe in discussione, tendiamo a etichettarla come fallimento e ci pentiamo.

Cosa accade di frequente a molti di noi?
Che non la ripetiamo più: perdiamo l’autostima e la fiducia in noi stessi.

Credo che questo possa essere un grande errore da commettere.
Il medico canadese Oswald Thedor Avery disse:

Mai avere rimpianti. Se è andata bene, è meraviglioso, se è andata male, è esperienza. Ogni volta che cadi, raccogli qualcosa.

Avery studiava biologia molecolare e confermò la presenza di informazioni geniche nel DNA. Per arrivare a questa scoperta, fece probabilmente molti esperimenti, cioè esperienze di fallimenti e successi, raccogliendo qualcosa da ognuno di essi per arricchire la conoscenza della biologia.

Quando si fa un test, si traggono delle conclusioni per formulare una teoria o per migliorare un prodotto. Ritengo che l’esperienza, per l’uomo, sia ciò che per uno scienziato è un test: un’occasione per conoscere se stessi e il mondo: arricchire la conoscenza.

Come rendere proficua un’esperienza?

Ecco ciò che ho tratto dal racconto di Maria e di cui ti accennerò a fine articolo:

1. DOMANDARE

Formulare domande ed ipotesi iniziali, permette di vivere l’esperienza in funzione di ciò che vuoi conoscere e così ti rende più attento e ricettivo agli stimoli che ricevi. Puoi chiederti:
“Cosa voglio conoscere attraverso quest’esperienza, di me e di ciò che mi circonda?”

Formulare domande al termine dell’esperienza, infine, può aiutarti a essere consapevole degli effetti di quell’esperienza e di conservare ciò che di buono c’è stato. Puoi chiederti:
“Cosa ho imparato dall’esperienza e cosa è utile per il mio sviluppo, miglioramento e crescita?

2. PROVARE E OSSERVARE

Come diceva lo psicologo Thorndike,

“l’apprendimento avviene per tentativi ed errori”

Per apprendere l’effetto delle azioni sull’ambiente e su di te, prova a prestare molta attenzione e a osservare ciò che accade dentro di te e intorno a te. Il suggerimento è osservare e captare con i 5 sensi: cosa vedo con gli occhi? cosa sento con l’olfatto e l’udito? e con il tatto? e se lo assaggio, cosa succede?

Le risposte ti renderanno consapevole di ciò che, dentro e fuori di te, merita attenzione, stima e valorizzazione (altro che pentimento!).

3. VALUTARE

Nota e Soresi, esperti di orientamento scolastico e professionale, hanno teorizzato che nei processi di autoapprendimento, cioè per acquisire conoscenze e abilità in modo autonomo è fondamentale il coinvolgimento dello studente sul piano cognitivo ed emozionale. Essere coinvolto significa soffermarsi sui propri pensieri ed emozioni, per raccogliere feedback necessari all’autoregolazione dei comportamenti futuri, al fine di sviluppare strategie più efficaci per raggiungere un obiettivo.

Valutare l’esperienza osservando i pensieri e le emozioni suscitate in noi è, dunque, tra i migliori strumenti di valutazione umana. Alcune domande potrebbero essere le seguenti:

  • A cosa mi fa pensare quest’esperienza?
  • Cosa provo durante quest’esperienza? Felicità, rabbia, paura, tristezza, disgusto?
  • Quali sono i punti forti e i punti deboli su cui posso investire?


L’esperienza può arricchire e insegnare se, prima durante e dopo, ti ritagli del tempo per riflettere su di essa.

L’esperienza, quindi, può aumentare la consapevolezza su:

  • ciò che ti piace e ciò che non ti piace,
  • ciò che fa per te e ciò che non fa per te
  • punti forti su cui investire in un’esperienza lavorativa
  • punti deboli su cui investire in un’esperienza formativa

Posta in questo modo, qualunque sia il risultato finale, pentirsi non ha più senso così come non ha più senso chiedersi alla fine dell’esperienza: “Ma perché l’ho fatto?”. Forse, sarebbe più vantaggioso anticipare la domanda, preparando la mente a percepire e vivere l’esperienza – prima ancora che si realizzi –  come un’occasione di crescita e di sviluppo.

* Come quando Maria, durante un percorso di orientamento e coaching, mentre cercava di far chiarezza su di sé e sul suo futuro, ha fatto un esperimento mettendosi alla prova: ha accettato un lavoro sicuro e duraturo in spiaggia a Rimini, al sole cocente e tra i bambini, con l’obiettivo di testare la sua ipotesi: lei anticipava di ritrovarsi un ambiente e un lavoro non adatto a sé. La sua anticipazione fu confermata: raccolse tutti gli elementi utili alla conoscenza di sé, senza etichettare l’esperienza come fallimentare, e sicura di sé, si licenziò e tornò a casa con le idee chiare sulla strada da intraprendere per il futuro, in grado di renderla felice. Poco dopo, infatti, ha accettato senza esitare un lavoro sulle montagne svizzere, tra gli adulti: un lavoro che, sebbene occasionale, l’ha messa in condizioni più favorevoli al suo benessere psico-fisico.

Stai vivendo un periodo di cambiamento, hai paura e non sei sicuro/a di intraprendere una nuova esperienza?
Posso aiutarti a guardare il problema da un’altra prospettiva per affrontare la paura e l’insicurezza e vivere la tua nuova esperienza in modo costruttivo per la tua crescita e il tuo sviluppo.
Contattami e ci incontriamo per una consulenza gratuita cliccando qui. 😉

A presto
Buona esperienza

Alessandro

3 Comments

Condividi l'articolo scegliendo il tuo social preferito e lascia il tuo commento qui sotto.